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sabato 26 settembre 2020

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Titolo: Noise Won't Stop
Artista: Shy Child
Etichetta: Wall of Sound
Anno d'uscita: 2007
Genere: Electroclash/Synth Rock
Voto: 7/10
Immaginate una keytar (quella bizzarra e quasi dimenticata tastiera anni 80 che si imbraccia intorno al collo), una piccola batteria triggerata e due musicisti newyorkesi chiusi a chiave in una stanza illuminata solo da un minuscolo neon riflesso in una glitterball.
Aggiungiamo dettagli. Nella stanza ci sono anche uno stereo, un buon registratore, una biografia di Fabrizio de Andrè, varie confezioni da 6 lattine di birra e una libreria con dei cd recenti da ascoltare (Klaxons, Soulwax, Junior Boys, Hot Chip, The Teenagers). Dopo un momento di rabbia e di frustrazione di fronte alla porta inevitabilmente chiusa, i reclusi pensano a come ammazzare il tempo. Dopo averlo solo ferito di striscio ascoltando tutti i dischi di seguito, la biografia di De Andrè viene appena sfogliata, ma tanto basta per far nascere uno spunto di conversazione. Scolate una buona metà delle birre e finito di ridere per l'assurda situazione, Pete Cafarella si mette alla keytar e comincia a canticchiare qualche mantra. Nate Smith non ha scelta se non sedersi sullo sgabello e prendere le bacchette.

Pete e Nate hanno già suonato insieme in una band chiamata El Guapo (poi Supersystem) e quindi sanno almeno dove mettere le mani. Ancora storditi dalle birre e dai cd e decisi a farsi sentire, iniziano a suonare per attirare l'attenzione, magari qualcuno sente e viene ad aprire la porta. Dopo le prime note, sembrano già averci preso gusto.
"Dai, registriamo tutto, come lo chiamiamo? Noise Won't Stop mi sembra appropriato. Finchè non arrivano i vicini, facciamo 11 tracce che girano intorno ai dettami dell' electroclash e del synth rock, con qualche punta di pop e di new rave e qualche nostalgia. Questa roba in Europa piace un sacco! Magari facciamo qualche data, saliamo sul palco e studiamo le mosse giuste, secondo me funziona. Ti immagini un tour in U.K con i Klaxons? ". Il rumore continua, e in effetti si ferma solo dopo 40 minuti di pura passione sonora. Qualcuno intanto ha sentito il richiamo della musica e riesce a rompere la porta dall'esterno con i due che ancora suonano e una folla di hipsters dilaga, iniziando ad applaudire e a ballare.

Purtroppo, il rumore si ferma presto, al contrario del titolo-programma del disco. Tuttavia il pensiero a voce alta era corretto: questo suono piace, gli Shy Child hanno calcato palchi importanti a supporto di band di grido. Questi ragazzi hanno attitudine, sanno strimpellare bene e sanno cosa riempie i club nel 2007; inoltre madre natura ed il look sono dalla loro parte, e nella Myspace generation questo aiuta. Ad onore del vero, alcune delle tracce che hanno appena suonato sono dei veri e propri piccoli capolavori; si parte con la prima, "Drop The Phone", all'ultima traccia, l'esplosiva hit discopunk "Cause and effect", passando per "Astronaut" e "What's it feel like", che contiene una poesia dedicata a Fabrizio De Andrè declamata da una voce dal timbro robotico. Inusuale, tale omaggio, da parte di due ragazzi d'oltreoceano: forzatura pseudo-chic di cui si poteva fare a meno, soprattutto perchè risulta di cattivo gusto.

Usciti dalla stanza rimane il casino da pulire di una festa sonoramente più berlinese-londinese che americana, e un disco che si fà notare per il continuo oscillare di bpm. "Noise Won't Stop" non è particolarmente innovativo,ma merita più di un ascolto per poterlo apprezzare nella sua varietà. Bisogna ruminarlo per assimilarlo correttamente; dedicategli del tempo e vi ripagherà di sana soddisfazione bovina. In un anno in cui qualcuno ha deciso che i dischi validi si potessero contare sulle dita delle mani, agli Shy Child si riserva almeno una falange. Sostanzialmente, ascolto obbligato se vi piace il genere, sfizioso se avete delle orecchie curiose.

 

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