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giovedì 09 aprile 2020

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Storia dei generi: Heavy Metal - Capitolo II : Kiss

23.10.2007 - Marco Valerio Moretti



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Dopo I Black Sabbath, ecco altri grandi anticipatori dell’ heavy metal, i Kiss. Questa band fu tra i “papà” del metallo soprattutto dal punto di vista della teatralità, dell’immagine. Il loro “istrionismo” (parola colta per dire che erano dei buffoni, ma nel senso buono chiaramente, cioè che facevano spettacolo), la loro attitudine pre- heavy (birra, donne e motori, la ritroviamo nella nwobhm ma anche e soprattutto in molte band anni ’80 americane, dai Manowar ai Motley crue), i loro live show, le loro mascherate e molto altro hanno fatto epoca influenzando non poco le immagini e gli stereotipi “metallari” (tanto per citare mascherati eccellenti degli anni a venire: Twisted Sister, Mercyful Fate, gli stessi Motley Crue, la scena black metal, ma ancora Marylin Manson, Slipknot e molti altri). Per quanto riguarda la loro musica è riscontrabile una certa influenza e continuità più se si guarda all’ hard rock, al glam, allo street americani (e non) più che se ascoltiamo l’heavy metal propriamente detto. Formata da canzoni il più delle volte semplici e dirette, orecchiabili ma spesso potenti – ricordiamoci che negli anni ’70 un gruppo come i Kiss non era affatto considerato leggero- la discografia dei Kiss è sterminata ed in ogni caso contiene (più o meno) di tutto: Da esperimenti più elaborati alla svolta verso sonorità più pop, AOR e comunque commerciabili negli anni ’80 (peraltro, quelli sono i Kiss che meglio si conoscono), da ballatone a pezzi più tirati, a collaborazioni se vogliamo improbabili per un gruppo heavy metal, proponendoci sempre, a mio parere, della (perlomeno) buona musica. Di questa discografia sono costretto a dare solo alcuni cenni, come fatto per i Black Sabbath.
I Kiss, storicamente, sono una band famosa per le proprie grandissime performance dal vivo, e in effetti i quattro dischi live (Alive I, Alive II, Alive III, Alive IV) sono perle della storia del rock (fatta forse eccezione per l’ultimo, datato 2003). Per quanto riguarda Alive, basti l’introduzioni che ne fa Francesco Prussi, secondo il quale da quel disco si capisce “cos’era un concerto dei Kiss dei tempi migliori: rock’n’roll, divertimento e tanta voglia di stupire ed arrivare al successo desiderato e voluto fortemente dal duo Simmons-Stanley”, e basti sapere che vi sono raccolte le canzoni dei primi tre straordinari album: Kiss (1974) - contiene Deuce -, Hotter than Hell (1974) - parafrasato, oltre che dal linguaggio e dagli slogan del metal in generale, da parecchie band: tra gli esempi già citati, si ricordino Hotter than Hell dei Motley Crue e Louder Than Hell dei Manowar-, Dressed to Kill (1975) - e qui c’è invece la prima canzone dei Kiss che spopolò effettivamente, e sulle cui note il Bacio trascinava la folla ai concerti, cioè Rock and Roll All Nite .


Alive II esce dopo altri tre dischi, ed il primo di questa serie è il mitico Destroyer, del 1976, che contiene moltissimi classici dei Kiss come la movimentata Detroit Rock City, che ha aperto moltissimi concerti, God Of Thunder, quella Shout it out Loud coverizzata in lungo e in largo (tra le altre, vi consiglio di andarvi a sentire cosa diavolo hanno tirato fuori gli Scary German Guy), e Beth. Del 1977 è il celebre Love Gun. Dopo alcune sperimentazioni, inizia negli anni ’80 una fase dedicata alla ricerca di musicalità più orecchiabili e commerciabili, a canzoni (ancora) più semplici e cantabili. Nessuno vuole negare che sia stato così, ed in effetti bisogna dire l’album Dynasty, del 1979, contiene un brano come la hit (è proprio il termine giusto, anzi è forse una delle poche canzoni in ambito hard rock- heavy metal a “meritare” l’appellativo, nel senso effettivo di canzone di massa- commerciale - tormentone) I Was Made for Lovin’ You. Ma sta di fatto che questi Kiss commerciali e radiofonici, se così li volete vedere (più che altro come vuol vederli la critica in genere), sfornano nel 1982 quello che è probabilmente il loro album da me preferito, cioè quel Creatures Of The Night che contiene una canzone dal riff indubbiamente heavy metal (ma quale pop?) coinvolgente come la title- track e il fomentante inno I Love It Loud, con Carr che sostituisce Criss alla batteria. Vorrei segnalare anche Heaven’s on Fire (impiantata su una sessione ritmica che ricorda molto lo stile degli AC/DC), il singolo principale di Anymalize, e Lick It Up, contenuta nell’ omonimo album. Alive III, del 1993, è un grande compendio della storia dei Kiss dal vivo, anche se contiene l’ insopportabile ballatona Forever, scritta da Michael Bolton. Alive IV, infine, contiene anche canzoni dei Kiss anni ’90, incluse quelle di Psycho Circus, un album accolto ottimamente sia dai fan che dalla critica.

Ascolti consigliati:
Destroyer (1976), Creatures Of The Night (1982), Alive III (1993)

 

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