Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


domenica 05 aprile 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione: R.E.M. - Collapse into Now

11.03.2011 - Marcello Moi



Recensione: Versailles - Dust&Chocolate

“Dust&Chocolate è una bella prova di carattere (e, bisogna riconoscerlo, anche di talento di due...
Leggi l'articolo

Recensione: Zeus - Say Us

Detto altrimenti: va bene rifarsi ad altro, prendere spunti da quelli che si considerano i propri maestri e divertirsi...
Leggi l'articolo

Recensione: About Wayne - Rushism

Rushism sembra essere stato scritto e arrangiato per passare su Virgin. Il che  non è un male, e...
Leggi l'articolo

Recensione: Pontiak - Living

Cosa ci vuoi sentire nel nuovo disco dei Pontiak? Perché se chiedi in giro tutti hanno un parere discordante...
Leggi l'articolo

Titolo: Collapse into Now
Artista: R.E.M.
Etichetta: EWarner Music
Anno di uscita: 2011
Genere: pop, rock
Voto: 7

 

Parlare di un gruppo emergente e parlare dell'ultimo disco dei REM non è affatto la stessa cosa: se normalmente quando si ha tra le mani un qualsiasi cd lo si ascolta e se ne parla, per “Collapse into Now” l'operazione si complica notevolmente.  Già mesi prima dell'uscita del disco la critica fremeva per le prime indiscrezioni, che puntualmente sono arrivate, e così a settembre-ottobre anche i muri sapevano delle collaborazioni con Patti Smith e Eddie Vedder. Poi la strategia commerciale, in tutto cinque singoli per lanciare il disco: “Discover” in download gratuito dal sito, “Oh my Heart” per la Germania, “Überlin” per il resto dell'Europa, “Mine smell like honey” per gli USA e “It happened today” in download gratuito per chi aveva pre-ordinato l'album su iTunes. Col risultato che, in molti casi, è bastata una canzone per riempire i forum di fedeli che gridavano al miracolo. Poi la critica e le interviste: “capolavoro annunciato”, e di riflesso le repliche di chi ha sempre sostenuto che i REM suonino la stessa canzone in mille modi diversi. Aggiungere tutte queste variabili nella la semplice addizione “ascolto+giudizio” può avere gli effetti più disparati, tant'è che ad oggi il partito dei difensori a spada tratta ha più o meno gli stessi voti dei denigratori accaniti. Ma insomma, va bene il giudizio soggettivo, ma è possibile che non si riesca a capire se “Collapse into now” sia una pietra miliare o una fetecchia? Che fare?

Liberatevi la mente dai pregiudizi, per prima cosa, e ascoltate “Collapse into Now” con la consapevolezza che non si tratta né di un capolavoro né di una rivoluzione rispetto agli album precedenti. Eh già, anche se all'inizio potreste pensare di essere di fronte al secondo album rock 'n' roll di fila dopo “Accelerate”(con “Discoverer” e “All the best”, che hanno proprio un bel tiro) , la magnifica “Überlin” ci riporta su un sentiero nostalgico più congegnale a Stipe e soci. Non fatevi fregare da quelli che vi diranno che è l'ennesima copia di “Losing my religion”, qui l'atmosfera plumbea tipicamente (est-) berlinese è tutt'altra cosa rispetto alla rabbia di chi “esce di senno”. 

Scorriamo la tracklist e arrivamo a “It happened today”, altro pezzo in stile tipicamente REM, dove troviamo il tanto atteso cammeo di Eddie Vedder che però non lascia il segno; più che di “collaborazione” si tratta di un “mordi e fuggi” sul finale, dove le grida Vedder fanno eco a una voce di Stipe in splendida forma. Ma è con “Every day is yours to win”, una vera antologia, che arriviamo alla vera essenza dei REM: dal ritmo talmente delicato da essere quasi assente, alla chitarra arpeggiata e imbottita di riverbero fino al testo in sitle “non buttiamoci giù”, tutto quanto sembra dirci che i REM ci hanno gabbati un'altra volta. Non si può spiegare il pathos: ti cattura, ti avvolge e ti fa sentire infinitamente piccolo e nudo; improvvisamente ti trovi in una dimensione talmente raccolta da riuscire a entrare in contatto con la tua anima. Non si può spiegare cosa succede quando si ascolta “Everybody hurts”, “Daysleeper” “Time after time” o questa “Everyday is yours to win”, provare per credere. CI addentriamo quindi nella seconda metà del disco, che scivola via piacevolmente seguendo l'alternanza tra rock-underground (“Mine smell like honey”, “Alligator Aviator Autopilot Antimatter”)  e “REM style” (“Me, Marlon Brando, Marlon Brando and I”, “Walk it back”), fino ad arrivare alla psichedelica “Blue” dove finalmente troviamo anche Patti Smith. 

Tirando le somme, possiamo dirci soddisfatti del lavoro del terzetto di Athens. “Collapse Into Now” non è certo una pietra miliare, ma è un disco molto curato che, nonostante non si discosti troppo dai lavori precedenti, ha un bel carattere deciso. Che volevate di più? Pretendevate forse che uno dei gruppi più influenti degli ultimi  trent'anni cambiasse di nuovo la storia della musica? E' ovvio che dopo una quindicina di album l'originalità va un po' a farsi friggere e non ci può essere più l'impatto devastante di “Reckoning” o “Out of Time”, ma abbiamo davanti a noi una band che, dopo tanti anni, continua a dare il suo contributo sfornando dischi (come questo) che altri gruppi si sognano. Se davvero dovessimo penalizzare chiunque non sforni soltanto capolavori, probabilmente anche i Pink Floyd ne uscirebbero piuttosto malconci.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.