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Recensione: Modena City Ramblers - Sul Tetto del Mondo

15.03.2011 - Paolo Pavone



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Titolo: Sul Tetto del Mondo
Artista: Modena City Ramblers
Etichetta: Mescal
Anno di uscita: 2011
Genere: Combat folk
Voto: 7,5

 

Lo storico Esagono Recording Studio chiude i battenti e chiude il sipario dopo aver ospitato l’ultimo lavoro dei Modena City Ramblers, “Sul tetto del mondo”. 

Dodicesimo capitolo questo dei Ramblers che, per l’occasione, non si discostano dal loro standard folcloristico genuino da sempre portato su e giù per l’Italia. La fisarmonica, assieme ai fiati, pennellano le tracce facendole “frizzare”, donando il concept del disco interamente alla musica. La tematica sociale da sempre ha caratterizzato l’angolo testuale dei Modena City Ramblers caratterizzata da un taglio ironico e pungente. In questo atto pare esserci un leggero cambio d’attitudine, l’impostazione sembra essere più riflessiva, più speranzosa, un rimando all’onirico dove l’augurio è a portata di mano. Seduto sul tetto del mondo conferma l’analisi, un abbandono che sa di favola rigorosamente ad occhi chiusi. Non mancano, tuttavia, ritagli meno intimisti, quasi a confermare la vera natura della band italiana formatasi ormai nel lontano 1991, AltrItalia e I giorni della crisi, esasperano le dinamiche più negative del nostro paese con il loro proverbiale combat folk . In questa parentesi non hanno voluto omettere nulla, hanno svuotato il sacco completamente, mettendosi in gioco anche sul fronte sentimentale proponendo brani come, Specchio dei miei sogni e Tra nuvole e terra, appunto veri e propri inni romantici che esaltano il lato più intimista dei MCR. 

Un dodicesimo traguardo dove va apprezzata la coerenza e lo spirito combattivo in primis, di questa band che non sente lo scorrere del tempo. “Sul tetto del mondo” è paragonabile solo ad un altro album della band e questo, sottolinea l’enorme bagaglio, l’enorme orma che hanno impresso nello scenario combat folk italiano. Un disco di cuore, fatto nelle viscere di ogni musicista che ci ha suonato.

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