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martedì 22 settembre 2020

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Recensione: The Ex Kgb - первый Пу́тин (Primo Putin)

04.04.2011 - Sara Mazzucato



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Titolo: первый Пу́тин (Primo Putin)
Artista: The Ex Kgb
Etichetta: Prosdocimi Records
Anno di uscita: 2011
Genere: Groovy rock
Voto: 7,5

 

Un biglietto da visita che fa sorridere e lascia un po’ disorientati lancia la sfida all’ascolto di Primo Putìn: copertina a scacchi neri e bianchi con frasi in dialetto veneto e caratteri  in cirillico. Come è possibile accostare degli elementi tanto estranei fra loro? La risposta  è molto semplice: Vladimir Putin ha un nome che suona incredibilmente veneto e gli Ex  Kgb ne sospettano le possibili origini per l’appunto venete. Non c’era veicolo migliore di un disco per divulgare una provocazione di tale portata. 

Il gioco è fatto: la curiosità vince la perplessità. Ed è subito sorpresa, poiché a fare gli  onori di casa dopo un breve intro arrivano inaspettate una chitarra ed una batteria allegre  e disinibite, che ci catapultano in un batter d’occhio in un’atmosfera che rimbalza veloce  di suono in suono. Ma il vero piacere per le orecchie arriva con i primi giri di basso, che  ricordano neanche troppo alla lontana i suoni coinvolgenti dei Red Hot Chili Peppers;  basterà ascoltare un pezzo come “A New Way” o “Dangerous Toys” (brano, tra l’altro,  scritto a sostegno di Greenpeace) per percepire l’energia di un basso onnipresente e  decisamente fondamentale per incentivare la qualità ed il sapore di questo disco. 

Queste “ex spie russe” di radici fin troppo italiane (diciamolo: sono veneti pure loro!) dimostrano di divertirsi e saperci divertire attraverso una continua altalena di suoni  dalla vasta gamma di colori e sfumature, dal rock’n’roll al funk, passando - perché no -  attraverso un rocambolesco rockabilly. L’unica nota negativa riguarda la parte vocale,  che non convince del tutto e andrebbe un po’ affinata per pareggiare i conti con la parte strumentale che si colloca ad un livello molto buono, ma non dimentichiamo che gli Ex Kgb  sono appena all’ inizio.  Questo loro primo disco, che tra le righe giocose lascia intravedere una profondità tutta  da scoprire, ci consente di utilizzare il famoso proverbio: “chi ben comincia è a metà  dell’opera”. Noi, dal canto nostro, li terremo sott’occhio e nel frattempo ci ascoltiamo questi  nove pezzi vitaminici.

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