Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 24 settembre 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione: Rumer - Season of my Soul

04.04.2011 - Paolo Pavone



Recensione: Biscuits - Biscuits

Entrando nello specifico, troviamo pezzi come "Astronauta e Minatore", un brano che ha decisamente una propria...
Leggi l'articolo

Recensione: Giubbonsky - Storie di Non Lavoro

E’ il suo primo lavoro, il numero Uno della sua speriamo lunga carriera. ed è gia il Numero Uno della mia...
Leggi l'articolo

Recensione: Nek - E Da Qui

Ebbene sì, Nek è arrivato a vent'anni di carriera e li ha voluti festeggiare nel più classico dei...
Leggi l'articolo

Recensione: Matrimia - Zivili

Mamma mia! Questo è il significato di “Matrimia” in Siciliano, un'espressione usata per esprimere...
Leggi l'articolo

Titolo: Season Of my Soul
Artista: Rumer
Etichetta: Atlantic/Warner Music
Anno di uscita: 2011
Genere: Pop, Soul
Voto: 7

 

Soffice, tecnicamente impeccabile e coinvolgente, in poche righe figurerebbe così questo disco di spessore di Rumer, “Seasons of my soul”. 

Quest’artista britannica, all’anagrafe Sarah Joyce, è un esempio di cantautrice che, oltre all’anima riversata nelle note, c’è anche una dote canora invidiabile. Sì perché “lo strumento” che ha in dotazione questa fanciulla del 1979, è un “abito” cucito sulla pelle di pochi. Il suo è un esordio ricamato, a tratti sofisticato, che abbraccia infinite gamme. La si apprezza in fraseggi di matrice jazz- soul, sostenuti da ventate orchestrali che deliziano l’ascolto. Lo spirito che fa da fondale a questo cofanetto delizioso, è un pop accurato, tiepido e sensuale. Take Me as i am è una giostra elegante, un orchestra ne amplifica la visceralità trascinante e cori simil gospel ne aumentano l’aspetto ricco e minuzioso. Goodbye Girl è una rivisitazione del brano di David Gates (Bread), proposta in chiave più radiofonica e alla portata di orecchie più contemporanee. La correttezza dei registri di “Season of my soul” accompagnano l’ascolto ad ogni rintocco, ogni fraseggio, dove, una matrice romantica che smuove emotività a profusione, risulta essere il caposaldo di questo disco. Gli accostamenti che s’incrociano seducono l’ascoltatore e lo proiettano in una sorta di bolla fatata che sinuosa volteggia per aria. Un concetto di musica che sta a cavallo fra l’onirico e il fiabesco. 

Una finezza che non ha limite in uno spaccato di musica aggraziata che alleggerisce l’enorme responsabilità, e peso, che può avere un esordio discografico. Un esordio che prospetta qualità indubbie dove l’unico assillo sarà confermare l’enorme talento visto in questo lavoro.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.