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domenica 09 agosto 2020

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Recensione: Violaspinto - Indivenire

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Titolo: Indivenire
Artista: Violaspinto
Etichetta: MadMan Records
Anno di uscita: 2011
Genere: Post punk, Indie Rock
Voto: 7

 

Violaspinto s’affacciano al pubblico con il full lenght Indivenire, dai sapori post punk con venature distinte di un indie rock melodico. 

E’ un profondo sospiro dalle intenzioni intimiste e “glaciali”. Il concentrato energico e teso che stilla dalle dieci tracce sottolinea quello che poi è l’intento chiarificativo di questo prodotto. Le emozioni vissute sulla pelle s’irradiano fra i nervi che alternano momenti di alta tensione in Apatica e Plexiglass, a momenti distensivi e profondamente viscerali affrontati in Il tuo segreto e Il Dono. Quest’altalena musicale prosegue, coerentemente, per tutto il binario “Indivenire”, che modula puntigliosamente atteggiamenti morbidi a condotte granitiche. Al cospetto di una musicalità sospinta c’è un quadro testuale dannatamente calzante al proprio fondale, Madre Universale che esaspera i toni di un tormento finisce in un reading suggestivo e, tremendamente, personale. L’animo punk risulta un magma pronto ad eruttare, silente e in costante movimento, lascia i propri segni conferendo maggiore impatto alla facciata del disco. Le attinenze maggiori, che sono poi influenze piuttosto che rimandi, si possono riscontrare con i Marlene Kuntz o Afterhours, per concezione di una musica che alterna vividi momenti di poesia, a scintille di rabbiosa immediatezza. 

Nel complesso un quadro che figura definito e lucido nelle intenzioni. Sonorità davvero ben suonate, con accorgimenti originali e, in qualche spunto, poco italiane a differenza delle liriche. Un progetto in definitiva che non sfigurerebbe “fuori casa”, al di là dei nostri confini. Marmoreo e allo stesso tempo delicato, questa è la formula di “Indivenire”, la contrapposizione che non ti aspetti ma che cerchi.

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