Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


martedì 11 agosto 2020

  • MP News
  • Musica

Recensione: Black Spiders - Sons of the North

12.04.2011 - Paolo Pavone



Recensione: Dubby Dub - Rock 'n Roll Head

La purga distorta che la band inocula è l’effetto sorpresa e il gettare le basi per un terremoto...
Leggi l'articolo

Recensione: Black Country Communion - Black Country

Prendete tutti i gruppi hard rock bluesy che vi vengono in mente, quelli più classici e quelli contemporanei,...
Leggi l'articolo

Recensione: Versailles - Dust&Chocolate

“Dust&Chocolate è una bella prova di carattere (e, bisogna riconoscerlo, anche di talento di due...
Leggi l'articolo

Recensione: Aucan - Black Rainbows

on sembra ci sia modo di arrestare la fuga di cervelli che affligge l'Italia da anni, non con questa classe politica...
Leggi l'articolo

Titolo: Sons of The North
Artista: Black Spiders
Etichetta: Dark Riders
Anno di uscita: 2011
Genere: Rock, Stoner
Voto: 7

 

 

Direttamente dall’inghilterra, dal cuore pure rock, i Black Spiders propongono “Sons of the North”, un album crudo e senza mezze misure. 

Questo lavoro si presenta sotto le spoglie di un hard rock che faceva faville nei dorati anni settanta: quella fetta di sonorità che determinava la storia e il futuro della musica con un solo riff (basti pensare ai Deep Purple, Led Zeppelin e i Rolling Stones). In questo capitolo l’animo è lo stesso, anche se le distorsioni sono leggermente meno calde, più granitiche, che migrano verso orizzonti stoner. Propongono brani che, sotto l’aspetto funzionale non hanno pecche di nessun tipo, ascoltando "Kiss try to kill me" ed "Easy Peasy" si esaltano dei buonissimi propositi con venature altamente orecchiabili. Il fatturato, nel complesso, è in linea con quelle band, rigorosamente targate USA, che spaziano in una gamma che strizza l’occhio ai grandi classici pur non disdegnando atteggiamenti più attuali. In definitiva, i Black Spiders non sfigurerebbero affiancati ai Wolfmother, Year Long Disaster e  Black Stone Cherry, band che, negli anni, si sono rese complici di una dolce riscoperta seventies.  I Black Spiders si son fiondati indietro nel tempo, almeno di trent’anni, ripercorrendo una scia, fortunatissima, che sembra rinascere anche grazie a loro.

L’unica nota dolente può figurarsi se si è alla ricerca di un prodotto innovativo, che propone idee strabilianti; in questo caso, “Sons of the North” non è l’album che state cercando. Qui dentro i suoni e lo spirito appartengono al passato, è un intento che volge su chiavi di una rilettura, ben prodotta, di un periodo storico-musicale. Questa rivisitazione va vissuta sulla pelle, va interpretata come un omaggio a chi, la narrazione della musica, l’ha fatta per davvero. Da ascoltare.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.