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Recensione: Koinè - Il Rumore dei Sassi

12.04.2011 - Marcello Moi



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Titolo: Il Rumore dei Sassi
Artista: Koinè
Etichetta: Alka Record
Anno di uscita: 2011
Genere: Pop-rock
Voto: 6,5

 

 

Dopo quattro anni dall'uscita del loro primo singolo “Sospeso”, i Koinè tornano alla ribalta cimentandosi per la prima volta con  un CD tutto intero. Se con “Sospeso” ci trovavamo di fronte a un pop-rock malinconico in stile Cranberries, il cambio di line-up (Alessandro Biavati alla batteria e Gabriele Guerzoni alla chitarra) sembra aver aggiunto un po' di pepe a questo “Il Rumore dei Sassi”: il baricentro della band rimane inequivocabilmente pop-rock, ma le distorsioni delle chitarre e la batteria sembrano essere più cattive rispetto al 2006. 

La partenza, però, non è delle migliori: “Il rumore dei sassi”, piazzata in apertura come in genere si confà ai pezzi da novanta, non convince per niente. Sembra quasi che i Koinè siano timorosi di esplorare il terreno del rock puro: dopo il riff di chitarra iniziale, la voce è un po'incerta (soprattutto quando spinge in alto), i tamburi battono un tempo fin troppo casto e in generale non si riesce a trovare un'amalgama fino alla fine del pezzo. La sensazione è che i Koinè non si trovino troppo a loro agio quando abbandonano il sentiero pop-melodico, sensazione che diventa sempre più una certezza man mano che scorriamo la tracklist; già con l'introspettiva “100 volte” ci troviamo di fronte a una signora canzone, per nulla scontata (a differenza della rockeggiante “Lasciami cenere”, che suona un po' banale) e con una gran bella linea melodica. Stesso discorso per “Il participio pensante”, che ha pure il valore aggiunto di un testo ben al di sopra della media, e per il primo singolo estratto “Non ridere di me”, dove non mancano stacchi di batteria in mezzo al ritornello e dove i Koinè riescono a darci un'idea di compattezza ben più convincente rispetto all'apertura del disco. 

Se è vero che molte volte la prima impressione può trarre in inganno, in questo caso l'ascolto di “Il Rumore dei Sassi” porta, canzone dopo canzone, sempre più acqua al nostro mulino. I Koinè sanno muoversi assai bene quando mischiano in parti uguali pop melodico e rock, ma sembrano non avere ancora quel chilo e mezzo di cattiveria che servirebbe per saltare decisi nelle terre dell'hard rock.

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