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mercoledì 19 febbraio 2020

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Recensione: Roberta Cartisano - Autentiche Voci

15.04.2011 - Massimo Sannella



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Titolo: Autentiche Voci
Artista: Roberta Cartisano
Etichetta: Broken Toys
Anno di uscita: 2011
Genere: Cantautorato
Voto: 8

 

 

Occorre un punto di riferimento distante, una stella lontana per calcolare la propria posizione nel mondo, nell’aria, nell’ossigeno e nella molecola, come del resto bisogna giustificare quei battiti di cuore che fanno tumpf tumpf più forte e fuori degli stantuffi ordinari di sempre; questi gli spunti da codificare per commentare l’estetica di queste “Autentiche Voci”, esordio di lusso della cantautrice-musicista calabro/milanese Roberta Cartisano, ovvero un appuntamento con una donna aperta alla musica e all’arte in movimento, una voce ed una composizione che abita un talento non ortodosso, vero e miscelato come mercurio complice di una, due, tante febbri sonore.

Dopo tante avventure, dunque è l’ora della verità per questa giovane musicista di penna & sogni, ed è una verità che viene fuori da sola pulita e limpida, semplice ed integrale, quasi bio, a chilometri da quelle fenomenali insalatone transgenerazionali dove ognuno che ha due parole da sputare dalla bocca viene innalzato a “strano e moderno poeta” oltre che a condensare di “nulla” il verbo cantautorale; l’artista Cartisano – nell’alito caldo di questo bel dodici tracce – si muove come vento capriccioso, tocca, si posa e sorvola stati d’animo cangianti che hanno un’esuberanza spontanea e morbida. La ballata ariosa col tempo spezzato di “Il canto di Grace”, i 73 secondi d’arpeggio solingo da adoperare come stappa pensieri di “A piedi nudi (in acque di fontane)” che agganciano lo swing jazz gattone di “Musicante di Berlino” insieme con Augusto Favaloro; aiutare a rifare il gomitolo di poesia tra flussi dolci mediorientali di “Dolce Arianna” o distillare le gocce di pianoforte in “Silenzi eloquenti” che cadono dall’anima libera di quest’artista fino ad esplodere dolcemente nel finale di una storia che lascia segni e colluttazioni espressive essenziali come il bisogno d’aria, sole e notte.

Intrecciati nell’armonia del registrato anche Cesare Basile e Giorgio Mastrocola (Battiato e La Sintesi), e nemmeno farlo apposta, il disco esce in questi giorni di primavera capricciosa, e questo assume una doppia valenza che va a connotarsi come auspicio di cose belle e schiette e che riportano a “quell’occorre un punto di riferimento distante, una stella lontana per calcolare la propria posizione nel mondo, nell’aria, nell’ossigeno e nella molecola”; e la Cartisano - come in un’audace sesto senso – centra quel punto con la delicatezza di un fiore rinato che fabbrica gemme. E quegli tumpf, tumpf di cuore in più? Normale conseguenza!

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