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Recensione: Shootin' Stars - In the Morning In the Dark

15.04.2011 - Edoardo Iervolino



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Titolo: In the Morning In the Dark
Artista: Shootin' Stars
Etichetta: Autoproduzione
Anno di uscita: 2011
Genere: Alternative
Voto: 7,5

 

 

La musica è femmina. Poco da fare: spesso da inseguire, da cercare, la musica la si brama visceralmente, l'ascolto è urgente, un momento essenziale per coloro che ne risultano dipendenti. Ma se in amore vince chi fugge, con la musica bisogna essere spavaldi, curiosi ed effettuare, spesso, opere di ricerca non facili. Ognuno ha i suoi gusti, le sue preferenze e alcune esigenze particolari rispetto alle realtà artistiche: c'è chi nell'ascolto si cimenta, con orecchio esperto, all'interpretazione strumentale; chi ancora con assennatezza critica parte con costruttività analitica dai testi; e chi, più semplicemente, si lascia trasportare da quello che la musica riesce a creare nella nostra mente, nel nostro multiforme stato d'animo grazie alle sue vibrazioni, al suo mood in continua evoluzione. 

"In the Morning in the Dark" è una carezza amica nel bagliore di un fuoco sulla spiaggia. E' il bacio della buonanotte che la mamma stampa sulla fronte del proprio pargolo. E' il vento dell'alba che, fresco, dona energia dopo una notte di passione, di sorrisi e di divertimento spensierato. Le Shootin'Stars, chi ci segue da tempo sa che sono tra i nostri ascolti underground favoriti, sono un trio di ragazze romane (Giulia Bottaro, Francesca Bottaro e Francesca Cricco), polistrumentiste di livello, che seppur giovanissime sono già in possesso di uno stile carismatico, maturo, che già dal primo ascolto coglie nel segno. Ricreano ambienti soffusi, multiculturali, in un efficace mix tra il sensazionalismo intimo di PJ Harvey e le aperture jazzate dei Morphine. Nel loro primo album, autoprodotto ma validissimo per qualità di registrazione e pulizia del suono, lo spirito e la femminilità del trio emerge con tutta la dirompente delicatezza che le contraddistingue: le atmosfere rarefatte, le trame ritmiche ridotte al minimo consentono al flauto traverso, al clarinetto, al sassofono e al basso di impossessarsi del ruolo di protagonista della scena. E l'ambientazione è bucolica, placida, rilassante, senza limiti nella sua continuità. 

Tra le tracce segnaliamo "L'Epifania della Vita", unica traccia in lingua italiana e piccolo bignami delle potenzialità del trio; la romantica "Quartetto d'Archi", ballata strumentale riflessiva e demodè; l'appassionata narrazione di "The Second Coming", efficacissimo esperimento di canzone-racconto. 

Incredibile come la musica delle Shootin'Stars riesca ad essere drammatica e rilassante allo stesso tempo, simultaneamente giocosa e di spessore. Femmina fatale e bambina innocente in uno stesso sorriso. La musica è femmina, vero. In questo caso però è donna con tutte le sue fragilità e le sue amabili doppiezze.

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