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Recensione: Andrea Massone - L'Affare dell'Anima

18.04.2011 - Massimo Sannella



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Titolo: L'Affare dell'Anima
Artista: Andrea Massone
Etichetta: Lesia
Anno di uscita: 2011
Genere: Cantautorato
Voto: 8

 

 

Musicista, chitarrista, dispencer di sogni e voglie d’essere altro, sostanzialmente il poeta-cantautore genovese (Camogli) Andrea Massone mette in scena il suo universo con “L’Affare dell’anima”, un disco che contiene undici pezzi della sua spiritualità che staziona nei piani bassi/medi/alti del suo essere raccounteur di provincia, è il suo stratificato sogno in sordina che contiene “pagine di vita” con tanto di finestre aperte da cui richiamare il mondo che si vede o s’immagina lungo il dipanarsi armonioso delle vicende narrate.

I cantautori vengono definiti come esploratori di parole, sono in una posizione privilegiata, danno il loro contributo per aiutare un mondo molto confuso e che hanno un buco nel cuore grande come il loro ego, si ribellano alla loro indifferenza, si ribellano all’idea che il mondo sia come sia e che non possano far nulla se non cantare per provare a cambiarlo; questi sono solo punti di vista che possono anche non sfiorare il nostro musico ligure, in quanto il suo disco non offre punti di rottura “accesi” dove poter interferire, ma  lui “vola” sopra storie che si cuce da sé, che alla fine trascinano ricordi, incomprensioni, passioni e sogni e il suo cuore non ha buchi da riempire.

“L’affare dell’anima” è un disco brioso, pieno di concetti, ironia, personalità e voglia di esserci, poi va da sé che l’artista – vista la posizione “geografica” ove si muove – vive dell’ immensa lezione del cantautorato con la C maiuscola, vedi De Andrè, Fossati, Vecchioni, ma il suo sguardo si allontana e raccoglie riflessioni latin-jazz dal delicato sapore carioca, più le fragranze malinconiche da brasserie parisienne, il pop tenero “Mondo di vetro”, il Brasile assolato “Credimi”, un pizzico di Lolli “Il porto”, spolverate De Gregoriane “L’anima del marinaio” e quell’aria viziata di fumo, donne e proibizionismo tra clarinetti swing e sotterfugi canaglia “Non è così che partirò”.

Un album che non soffre di amnesie, anche se l’amnesia è uno stato necessario per andare avanti, anzi fornisce quel torpore coraggioso necessario per non andare dove si è già stati.

Andrea Massone, una visione lucida e onirica che fa star bene tutti. Sintonizzatevi!

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