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Recensione: Luca Milani - Sin Train

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Titolo: Sin Train
Artista: Luca Milani
Etichetta: Black Nutria
Anno di uscita: 2011
Genere: Folk, cantautorato
Voto: 8,5

 

 

Luca Milani arriva all'esordio discografico dopo un Ep, “Scars and Tattoos”, riversando in un full lenght la sua vena creativa che, per l'occasione viene affidata al mastering talentuoso di Giovanni Versari, già “padrino” di artisti come Afterhours, Marta sui Tubi e Vinicio Capossela. 

Un lavoro che va inteso come un viaggio questo “Sin Train”, a bordo, appunto, di una locomotiva che offre dieci carrozze che sfilano nelle principali stazioni emotive che conosciamo. Un tragitto struggente dalle qualità compositive straordinarie racchiuse in un folk cantautorale dall'animo made in Usa. Milani sembra portarsi in spalla una chitarra che ha preso le polveri rossastre del deserto americano, dove le assimilazioni più evidenti prendono i nomi di Bob Dylan, Bruce Springsteen e il compianto Johnny Cash. La penna del musicista milanese urla sogni che spesso si frantumano in una realtà fin troppo scontata e imbastardita, in August Sun e Jenny Stone, lo esaspera senza mezze misure, impregnando il resto delle tracce, che risultano, alla fine, unite dallo stesso concept di tensione e disillusione. Le gamme sonore si mantengono su registri soffici senza eccedere mai, amplificando un pathos che si palpa, vivido, in Untill The End, un brano che si attorciglia alle viscere con una facilità disarmante. Una chitarra acustica, una fisarmonica ed una voce, questo serve al talentuoso musicista italiano per incantare e musicare questo commiato sabbioso fatto di cactus e crotali incazzati. “Sin Train” lascia un solco non indifferente. Il perchè è presto detto. Qui dentro, nell'intimo lavoro di Luca Milani, ci si identifica, ci si sta comodi, completamente sdraiati in una realtà che ha pochi orpelli e tanta anima. Una produzione che, senza il dovere di esagerare, risulta impeccabile e ben riuscita. Difficile accostarlo ad atteggiamenti che si vivono nella discografia italiana d'oggi e, questo, spesso, risulta essere un inclinazione fortunata. Un'artista dal talento col passaporto americano ma che nelle vene, possiede il tipico sangue pulsante di un italiano vero. Altamente consigliato.

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