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Recensione: Saint in a Row - Saint in a Row

18.04.2011 - Paolo Pavone



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Titolo: Saint in a Row
Artista: Saint in a Row
Etichetta: Foolica records
Anno di uscita: 2011
Genere: psych-pop
Voto: 7

 

 

Dall'incontro tra Pierluigi Ballarin dei The Record's, Fabio Dondelli degli Annie Hell e Giovanni Ferrario nasce il progetto Saint in a Row che, per la mantovana Foolica Records, pubblicano un disco omonimo molto propositivo. 

Da vicino questo cofanetto, contenente un vinile e cd in allegato, si mostra in tutta la sua natura sixties, proponendo sonorità di un rock leggermente psych tipico dell'Inghilterra dei mitici anni sessanta settanta. La matrice è sicuramente indie, con pennellate pure di chitarre che emozionano ad ogni pennata, dove risulta facile scivolare, ipnotizzati, nelle sonorità coinvolgenti di Sunday Morning Physical Refit o Ode to Spring. Un animo timidamente pop si fa largo a piccoli strattoni durante il percorso di “Saint in a Row”, dove si aggiungono accorgimenti di fiati rubati ad un orchestra nell'ending track, Course, donando uno spettro davvero completo a questo esordio prorompente. Un'estensione delle capacità individuali di questa formazione bresciana che vede impegnate le diverse influenze dei tre musicisti principali, ai quali vanno aggiunti Michele Marelli e Stefano Moretti, un insieme di “coriandoli” sonori che danno luce ad una musicalità variegata e ben gestita nell'insieme. 

Questo full lenght suona concreto e modulato, un risultato che identifica e sancisce un talento corale mostrato dai cinque musicisti lombardi. “Saint in a Row” ha tutte le carte in tavola per stanziarsi fra le fortunate uscite di questo 2011, accontentando i molti nostalgici beatlesiani e non solo.

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