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sabato 26 settembre 2020

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Recensione: Dorian Gray . La Pelle degli Spiriti

18.04.2011 - Alberto Bagarello



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Titolo: La Pelle degli Spiriti
Artista: Dorian Gray
Etichetta: Cocorino
Anno di uscita: 2011
Genere: Alternative, pop
Voto: 6

 

 

E' difficile capire “La Pelle degli Spiriti”. E' molto difficile. E' un disco che parte  bene, è misterioso, e si sa che ciò che è misterioso affascina le persone. Poi nel  procedere con l'ascolto si capisce che il meglio è già passato. Il picco massimo  dell'album lo si raggiunge con “Fanfara fredda” e con “Autodafe'”, insomma, con  le prime due tracce. Un briciolo di speranza ce lo ridanno con “Desert storm”:  chitarre calde, batteria sofficissima, linea vocale perfetta e una tromba che sporca di nero-malinconia tutta la canzone. Ad ogni modo, questo disco risulta troppo semplice e privo di quella originalità  che contraddistingue un gruppo da tutti gli altri, che fa venire a galla un  gruppo piuttosto che un altro. E' un disco malinconico, troppo lineare, senza  gli “accessori” giusti per farsi ascoltare dall'inizio alla fine con curiosità. 

I testi sono la parte migliore del cd. La volontà dei Dorian Gray è esprimere in  musica la dicotomia carne e spirito: un tema intrigante e ben espresso dalle  liriche dei Dorian. Ma le liriche devono sempre essere valorizzate dalle musiche. La parte strumentale di certo non è scontata, bisogna però chiedersi se queste  melodie siano avvolgenti e soprattutto coinvolgenti, se verranno canticchiate  in testa dalle persone, insomma se funzioneranno o meno. E' questa la pecca  più evidente di questo album: non entra in testa, l'attenzione si affievolisce, le  musiche non sanno supportare i testi. 

E' un disco difficile da apprezzare, di non-facile ascolto ma che merita di essere  ascoltato per le liriche. Forse discostarsi così tanto dal loro ultimo lavoro, “Forse il  Sole ci Odia”, non è stata poi una così grande idea.

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