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giovedì 24 settembre 2020

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Recensione: The Cavalera Conspiracy - Blunt Force Trauma

30.04.2011 - Matteo Chiocchi



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Titolo: Blunt Force Trauma
Artista: The Cavalera Conspiracy
Etichetta: Roadrunner Records
Anno di uscita: 2011
Genere: Trash metal. hardcore
Voto: 7,5

 

 

Nessun compromesso, come sempre. E fanculo tutti, come sempre. Anche perché se non lo meriti di andare a quel paese per quanto riguarda la famiglia Cavalera ci puoi andare comunque; magari accompagnato dalle soavi partiture spaccaossa contenute nel loro ultimo lavoro “Blunt Force Trauma” . In questo particolare caso, le composizioni risultano essere più dirette e meno rifinite, rispetto a quanto aveva mostrato il songwriting che si era potuto apprezzare nel precedente “Inflikted”, disco uscito nel 2008 e che fu apprezzatissimo esordio della nuova incarnazione dei fratelli Cavalera. Sfuriate trash e hardcore continue e tiratissime, talvolta al limite del death metal, bombarderanno invece per tutti e dieci i pezzi di “Blunt Force Trauma” le vostre orecchie, senza mai lasciarvi nemmeno un attimo per rifiatare o riprendervi dal continuo massacro sonoro che viene perpetrato non mostrando pietà alcuna. Il dittico iniziale in apertura composto da “Warlord” e dalla slayeriana “Torture”, mette immediatamente le cose in chiaro e lancia letteralmente l’ascoltatore sulla strada battuta dalla devastante macchina da guerra sonora che anche in questo caso Max ed Igor Cavalera spingono al massimo della velocità. “Genghis Khan” e “Rasputin” sono due dei personaggi che troverete contenuti nel disco, descritti e parafrasati colla solita voglia di rivalsa e di lotta che contraddistingue da sempre le liriche al vetriolo scritte da Max Cavalera. Li sentirete urlare con tutta la loro forza la loro rabbia e le proprie storie fatte di vendetta e livore. Chiude sontuosamente il lavoro la splendida title track, brano più complesso dalle inflessioni più melodiche vicine ai lavori più tecnici dei mitici Death del grande Chuck Shuldiner. Un grande disco, potente e violento adatto a tutti coloro che non sono abituati a piegare la testa di fronte a nessuno.

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