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Recensione: Daniele Scarsella - Con l'Olio nell'Acqua

30.04.2011 - Marcello Moi



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Titolo: Con l'Olio nell'Acqua
Artista: Daniele Scarsella
Etichetta: Autoproduzione
Anno di uscita: 2011
Genere: Cantautorato, folk
Voto: 7,5

 

 

Per la sua quarta prova in studio il laziale Daniele Scarsella si affida a un doppio cd folk-acustico; una vena creativa così prolifica non si vedeva da tempo nel panorama italiano, tantopiù se consideriamo che in questo disco la durata delle canzoni scende di rado sotto ai quattro minuti e mezzo. Musica folkloristica, blues, venature jazz e qualche sprazzo di “ignoranza” si mischiano in lavoro che fa della genuinità il suo punto di forza e dell'orecchiabilità il suo cavallo di battaglia; facile quando si parla di due o tre strumenti, più difficile se si devono tirare le fila di una piccola orchestra come in questo caso. 

“Con l'Olio nell'Acqua”, come un rito particolarmente in voga al sud per scacciare il malocchio. Fin dal titolo Daniele Scarsella tradisce una spiccata vocazione per i riti e le tradizioni popolari: è tutto un tripudio di fiati, archi e strumenti piuttosto insoliti (citiamo dal booklet il “Bouzoki Dragon”), combinati con un certo buon gusto in ballatone introspettive, momenti danzerecci e qualche saltuario episodio di Spleen malinconico. Le teste si muovono a ritmo in levare fin dalla prima “Il Canto del Dragone”, titolo ingannevole dietro al quale si cela non un'antica leggenda bensì un significato assai peccaminoso. Canticchiando scivoliamo rapidi a “Cose da Perdonare”, che ci porta su un pianeta assai vicino al miglior Sergio Cammariere con la sua batteria “spazzolata”, il flicorno e il pianoforte sognante; poi l'atmosfera smooth di “Sopra un Cielo di Vetro”, la tromba dixie e un po' bifolca di “Solo con Te” (che però pecca di un'arrangiamento d'archi piuttosto stucchevole), passando per la delicata bossa di “Rovesciarsi nel buio”.  Non poteva mancare la critica al Belpaese di “L'Aeroplano”, che ci parla di un paese che “va come il colosso a collassare”, forse per colpa di qualcuno che non viene nominato ma la cui identità sembra trasparire tra le pieghe del testo. 

La musica di Scarsella, nonostante la grande quantità di strumenti (in questo caso più di una dozzina) riesce a non rimanere indigesta; una semplicità apparente, orchestrata da tanti piccoli musici che suonano assieme come un'affiatata sarabanda per il nostro diletto. "Con l'Olio nell'Acqua" è un mix intelligente: popolare ma non bifolco, introspettivo ma non deprimente, semplice ma non sempliciotto.

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