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mercoledì 27 maggio 2020

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Recensione: Matrimia - Zivili

09.05.2011 - Marcello Moi



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Titolo: Zivili
Artista: Matrimia
Etichetta: Autoproduzione
Anno di uscita: 2011
Genere: Di tutto un po'
Voto: 8

 

 

Mamma mia! Questo è il significato di “Matrimia” in Siciliano, un'espressione usata per esprimere stupore e meraviglia. In effetti, “Zivili” (“Alla salute”) è un disco che lascia spiazzati: è un vero e proprio meltin'pot, un calderone dentro al quale confluiscono musiche balcaniche, ebraiche, reminescenze folk e swing, il tutto condito da un'impepata di chanson francese. Mica male, no?

Il duo Tesauro/Di Domenico, perno attorno al quale ruota il progetto “Matrimia”, si è dato un gran da fare per mescolare bene le carte. La venatura zingara è l'unico fil rouge che percorre il disco dall'inizio alla fine; per il resto, siamo catapultati in un caleidoscopio sonoro  che ci sballottola dall'araba “Kerta mangae dae” alla balcanica “Zivili”, passando per i colori più europei di “Tarrasology” e ancora per le atmosfere parigine di “R”. I ragazzi hanno stile da vendere“Zivili” ha proprio un bel piglio, e anche chi (come il sottoscritto) non ha troppa confidenza con generi così diversi dall'ordinario non potrà fare a meno di rimanere compiaciuto di fronte a uno sforzo creativo così genuino, portato avanti con una minuzia certosina. E' una musica insolita (almeno per le nostre orecchie) ma genuina, un inno all'unione e all'aggregazione che va affrontato con curiosità e allegria perchè (purtroppo) il rischio che alcuni pezzi rimangano un tantino indigesti c'è, soprattutto per tutti coloro che si aspettano un disco dalle sonorità ordinarie. 

Noi ci sentiamo di premiare la diversità: “Zivili” merita l'otto tondo non solo per la qualità del disco, ma soprattutto per il lato umano e per il bel messaggio che ci lascia al termine di tre quarti d'ora di ascolto.

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