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giovedì 09 aprile 2020

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Le cattedrali letterarie europee

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Domenica 27 Ottobre è stato assegnato il primo Premio internazionale di critica letteraria “Le cattedrali letterarie europee”. Il concorso (Intitolato ad una citazione di Marcel Proust), indetto su iniziativa dell’associazione Eureka, si è svolto con il patrocinio dell’Assessorato alle politiche cultuali del Comune di Roma, dell’Ambasciata d’Irlanda in Italia e del Forum austriaco di cultura di Roma. Sono stati assegnati premi riguardanti opere di critica letteraria a personaggi illustri quali Wendelin Schmidt Dangler e Claudio Magris per i loro studi sullo scrittore austriaco Robert Musil, Hohn McCourt e Umberto Eco per i lavori critici su James Joyce, e infine Roberto Benigni per l’opera critica e divulgativa su Dante Alighieri.
La premiazione, avvenuta nella Sala Pietro Da Cortona dei Musei Capitolini al Campidoglio, si è svolta in grande stile (come altrimenti non avrebbe potuto essere, data soprattutto la caratura dei premiati). Il moderatore dell’incontro Fabrizio Summonte ha dapprima presentato il concorso, che si è appreso essere un’iniziativa tesa a rivalutare il ruolo della critica letteraria nel panorama culturale europeo, e accennato ai legami culturali tra i tre paesi (Austria, Italia, Irlanda), i quali attraverso gli organi istituzionali e gli istituti di cultura succitati hanno patrocinato la stessa. Poi è stata introdotta la parte istituzionale, che si è dispiegata attraverso gli interventi dei promotori: ha parlato la Responsabile delle politiche culturali del Comune di Roma (presente in sostituzione del Sindaco Veltroni, occupato alla Costituente del Partito Democratico), la quale ha in qualche modo denunciato la triste situazione odierna degli studi letterari che fa sì che “quando un figlio annuncia ai propri genitori di voler studiare lettere e filosofia a questi ultimi si gela il sangue nelle vene”, e dunque dà il proprio caloroso benvenuto ad iniziative come la presente; poi ci sono stati gli interventi della direttrice del Forum austriaco, Astrid Harz, e quello, in lingua inglese, del Responsabile Ufficio Cultura dell’Ambasciata irlandese Gerard McCoy, oltre ovviamente a quelli dei rappresentanti dell’Associazione Eureka: Marco Ghitarrari (Il Presidente) e Pierluigi Pietricola. L’Associazione in questione, i cui fondatori sono originari di Genzano, e tra i cui vi sono dei laureati in lettere alla Sapienza ed ex-studenti dello stesso Professor Eco, è attiva nel panorama culturale romano e soprattutto nella promozione di iniziative culturali nell’area dei Castelli Romani (come ad esempio la rassegna cinematografica “Castelli in Corto” del Novembre 2006). Chiusa la parentesi istituzionale, è avvenuta la premiazione, con gli interventi degli illustri premiati per parlare a proposito dell’autore su cui è svolta la loro opera, ultimo ma non meno importante quello colorito e incisivo di Roberto Benigni, nel giorno del suo compleanno, all’insegna dello slogan “Caro Dante, ma a te questi soldi dei diritti d’autore arrivano o no?”, condito forse anche di una leggera vena polemica sulla speculazione che avviene alle spese delle iniziative culturali.

Dato il grande successo della prima edizione, l’alto patrocinio che il premio si è assicurato e anche il sostegno finanziario, a quanto sembra leggendo gli opuscoli informativi, da più di uno sponsor, gli organizzatori hanno annunciato future edizioni del premio, nelle quali esso sarà aperto ai giovani di qualsiasi ateneo europeo. Il premio, infatti, è stato istituito con l’intenzione di essere “Una porta aperta per i giovani studiosi di scienze umanistiche (parole che fanno a pugni tra di loro, ma tale è la nomenclatura attuale), che si vogliono cimentare come studiosi dei grandi autori che solitamente vengono etichettati con il termine ‘del passato’, ma che ci piace definire ‘contemporanei’ per la ricchezza dei loro contenuti”.

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