Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 06 agosto 2020

  • MP News
  • Musica

RECENSIONE : Slumberwood - Anguane

03.02.2012 - Valerio Di Croce



Recensione : The Flaming Lips – Embryonic

E’ come se i Talking Heads di “Remain in Light” si fossero fusi ai Deerhunter, agli Slint e agli...
Leggi l'articolo

RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
Leggi l'articolo

 

Gli Slumberwood sono un quintetto padovano, che giunge alla seconda prova con questo “Anguane”, dopo l’esordio “Yawling Night Songs” del 2009.

Operando un sincretismo tra la psichedelica dei primi Pink Floyd e il krautrock di Tangerine Dream e Popol Vuh, riescono a creare un affresco di sonorità affascinanti, un collage dove si alternano proiezioni cosmiche, allegri coretti di oompa loompa sotto acido, alberi di mandarino e cieli di marmellata, incubi spaventosi e sogni rassicuranti.

Influenza sicuramente presente nel sound degli Slumberwood è anche quella dei loro concittadini Jennifer Gentle (gruppo di punta nell’attuale psichedelica italiana), e non sarebbe potuto essere altrimenti, visto che proprio la “mente” di questi ultimi, Marco Fasolo, si è occupato di produrre e co-arrangiare questo disco.

Si parte con 7th Moon of Mars e ci si ritrova subito catapultati nelle atmosfere di “A Saucerful of Secrets”; seguono a ruota l’incalzante marcia lisergica di Emerson Laura Palmer (grande gioco di parole) e la scanzonata Everything is Smiling, che non avrebbe sfigurato su quel gran disco che è “S.F. Sorrow” dei sottovalutati Pretty Things.

Il mantra di Help me Grandpa è un po’ lo spartiacque dell’album: infatti, già dall’arpeggio della successiva La Corsa del Lupo le atmosfere diventano molto più scure, i cieli si fanno plumbei e le temperature diventano rigide. 

Il mare in tempesta di Sargasso Sea anticipa una rivisitazione sconvolta  di Mr. Sandman, che, invece di un sogno dolce, ci porta uno di quegli incubi terrificanti in cui il respiro diventa affannoso ed il cuore sembra battere fino a voler scoppiare mentre ci agitiamo tra le coperte.

Harmonium ricorda i viaggi cosmici di “Alpha Centauri”, mentre la conclusiva title-track, col pianoforte in primo piano (figlia delle composizioni di Florian Fricke e dei suoi Popol Vuh) è una specie di ritorno dal trip: ci risvegliamo confusi, col sapore amaro dell’LSD in bocca, le tempie che pulsano ed un vago senso d’inquietudine diffusa per tutto il corpo.

Ci mettiamo un po’ a tornare pienamente coscienti ed a metabolizzare l’esperienza che abbiamo fatto, a ricapitolare questo cammino che abbiamo percorso, i passaggi che ci hanno fatto sorridere beati ed inebetiti e quelli che ci hanno terrorizzato e angosciato.

Alla fine abbiamo deciso: questo trip ci è piaciuto parecchio, ed abbiamo più volte fatto il pensiero che gli Slumberwood se la potrebbero cavare bene anche nell’ambito delle colonne sonore di opere cinematografiche.

 

VOTO: 7,5

 

TRACKLIST:

01. 7th Moon Of Mars

02. Emerson Laura Palmer

03. Everything Is Smiling

04. Help Me Grampa

05. La Corsa Del Lupo

06. Sargasso Sea

07. Mr. Sandman

08. Harmonium

09. Anguane

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.