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RECENSIONE: Grimoon "Le Deserteur"

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grimoon le deserteur

Nati nel 2003 come progetto musicale e video, gli italo-francesi Grimoon arrivano con questo “Le Déserteur” al loro quarto album.

Musicalmente possiamo parlare di un felice incontro tra il folk, la canzone d’autore e il dream pop, con raffinati arrangiamenti in cui vengono sapientemente bilanciati strumenti acustici, a fiato, a percussione ed elettrici.

Scelta inusuale del gruppo è quella prediligere da sempre il francese come lingua di riferimento per i testi (eccetto che nel brano Draw on my eyes), resa possibile dal fatto che la cantante Solenn Le Marchand sia francofona; ciò non toglie che per far questo ci voglia anche una certa dose di coraggio, in un contesto musicale internazionale (il gruppo infatti è stato in tour in Europa ed anche negli Stati Uniti) dove è l’inglese a farla da padrone.

Prodotto da Pall Jenkins dei The Black Heart Procession, una delle influenze dichiarate dai Grimoon, il disco vede la partecipazione di ospiti come Scott Mercato (Manouk) alla batteria, Giovanni Ferrario alla chitarra elettrica ed Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35) che si occupa di sax, clarinetto, flauto e synth.

Composto da otto brani, “Le Déserteur” si pone su buoni livelli qualitativi e raggiunge le sue vette in Monument aux déserteur e La montagne noire, due vere gemme con lunghe digressioni strumentali e la presenza del mellotron a rievocare sonorità dei primi anni settanta.

Atmosfere cupe, oniriche, riflessive, malinconiche e speranzose vengono alternate con gusto, rendendo questo disco davvero affascinante.

 

Voto: 7,5

 

TRACKLIST:

 

01 Les Couleurs De la Vie

02 Souvenirs

03 Monument Aux Déserteurs

04 Draw On My Eyes

05 La Montagne Noire

06 Directions

07 Les Dèmons Du Passé

08 Tango De Guerre

 

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