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martedì 26 maggio 2020

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RECENSIONE - Keane - Strangeland

22.05.2012 - Matteo Chiocchi



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La terra degli strambi è davvero qui? Siamo davvero in terra straniera? Perché ascoltando questa nuova fatica dei britannici pop-rockers Keane, non si direbbe, anzi. L’impressione è di essere ancora su di una frivola nuvola affacciata sempre sullo stesso territorio, cullati dalle delicate scelte sonore che la band di Battle ci aveva già regalato con il bellissimo “Under the Iron Sea” e col più abbottonato “Perfect Simmetry”. Un bene, quindi. Già perché i Keane, autori di un pop-rock pianistico ieratico e felice, le songs le sanno fare davvero molto bene, costruendole ad hoc per rimanere a lungo nella testa dell’ascoltatore e per scalare a poco a poco anche le classifiche di vendita, che non fa mai male. Ritornelli accattivanti, ballads pianistiche dolci ed appassionate, timidamente affrescate dalla bellissima voce di Chaplin, come sempre molto bravo a costruire linee vocali ispirate, sono il leitmotiv che caratterizza questo “Strangeland”. Certo, più di questo non troverete, poiché l’ultimo lavoro dei Keane, pur riuscendo a farsi apprezzare, per i suoi ‘inni pop’, la sua dolcezza, la voce di Tim, e il modo in cui l’altro Tim (Rice Oxley) suona il piano, non ha grandi punti a favore, se non quello di una normalità eseguita talmente bene da riuscire a risultare più di quel che in effetti è. Una normalità strutturale, che nell’enorme mole di uscite discografiche pretenziose e pazzoidi che si riversano di continuo sul mercato discografico, talvolta risulta essere estremamente bene accettata.

Pop all’inglese eseguito magistralmente.Canzoni in grado di scaldare il cuore quando serve. Sempre che a voi serva di farlo. Se così non fosse vi consiglio di volgervi altrove.

 

Voto: 6,5

 

TRACKLIST

“You are young”
“Silenced by the night”
“Disconnected”
“Watch how you go”
“Sovereign light cafe”
“On the road”
“The starting line”
“Black rain”
“Neon river”
“Day will come”
“In your own time”
“Sea fog”

 

 

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