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mercoledì 26 giugno 2019

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Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
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Un viaggio di quasi un ora in cui si assaporano i suoni densi scivolare dai sassofoni, dai flauti e dalle percussioni. Suoni legati fra loro e che insieme dipingono paesaggi e terre lontani, sia nel tempo che nello spazio. Anime Berbere è una storia musicale di quelle culle sonore che hanno vissuto affacciate sul Mediterraneo, raccontata con passione, giocando tutte le carte ritmiche e melodiche fino a formare un grande mosaico sonoro. Dal dettaglio, il timbro di un singolo strumento che fa da padrone della scena, fino all’equilibrato intersecarsi di melodie su ritmi sostenuti.

Quattro sassofoni, soprano, contralto, tenore e baritono che si inseguono a vicenda sono la formazione originale di Skatò che vede in Anime Berbere un progetto innovativo per via della misurata alchimia tra generi, consentendo di mantenere aperto l’orecchio su più lidi contemporaneamente. Oltre alle composizioni pervase dal jazz di Luigi Pensabene Buemi (tra cui Kosmos, primo lavoro della band proteso verso la world music), brano dopo brano si confrontano diverse esperienze uditive, differenti modi, scelti nella composizione e trasportati direttamente dall’esperienza dei musicisti della nuova formazione, come Pietro Cernuto (Unavantaluna).

Suonatore di zampogna, friscaletto siciliano e marranzano, che racconta la sua Sicilia con un canto-simbolo di questa tradizione, l’appassionata Mi votu e mi rivotu. Tradizionalmente eseguita con chitarra, i sassofoni vi incorniciano la voce di Pietro Cernuto con inaspettati nuovi temi. Mentre la zampogna trova spazio in una composizione del duo brasiliano Texteira e Gonzaga, Assum preto e Asa Branca, qui riunite in un unico brano e insieme alle percussioni di Davide Eusebi ne creano una nuova interessante versione.

Nando Citarella (Tamburi del Vesuvio) è ospite di Skatò in questo lavoro contribuendo col suono dei tamburi a cornice ma in particolare con l’estro dell’artista di cui è difficile stabilirne i confini, e ancor di più con la propria storia, di chi è testimone dalla nascita delle realtà raccontate nell’album. Centrosud è un brano fatto anche di parole, meritevoli d’attenzione per la sincera e più che spontanea interpretazione di Citarella. Gli ultimi minuti d’ascolto sono dedicati a La Ballata di lu Iurnu, di Pierluigi Pensabene Buemi, che regala una sintesi di temi tradizionali e jazz.

Imazighen, la parola usata dalle popolazioni berbere per indicare se stesse, significa “libere”.

 

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