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giovedì 09 aprile 2020

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REPORT: Greg Lake - Songs of a Lifetime Tour

Roma, Teatro Ambra alla Garbatella (1° dicembre 2012)

24.12.2012 - Alessandro Staiti



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Nell'accogliente cornice del Teatro Ambra alla Garbatella a Roma una serata di grande musica con la leggenda del progressive Greg Lake. Cantante e bassista dei King Crimson del capolavoro In The Court Of The Crimson King («Robert Fripp e io siamo cresciuti insieme, andavamo dallo stesso maestro di chitarra nel Dorset, nei King Crimson mi chiese di passare al basso. Eravamo come gemelli, entrambi sapevamo esattamente cosa avremmo suonato in quel determinato momento, era una situazione unica» racconta tra un brano e l'altro) e poi nel fantastico trio con Emerson e Palmer che lo ha portato al successo internazionale, Lake torna sul palco da solo con la chitarra (anzi, le chitarre: ne ha con sé 8 tra le elettriche Rickenbecker, Stratocaster, Gretsch e le acustiche Gibson, Epiphone, Taylor, più il fedele basso custom Sadowsky) per raccontare le sue Songs Of A Lifetime. Sono le canzoni di una vita, non solo brani che hanno segnato la sua carriera come le splendide "21st Century Schizoid Man" (con la quale apre lo show) o il suggestivo medley "Epitaph/The Court Of The Crimson King" e l'indimenticabile "I Talk To The Wind" dei King Crimson, "Lend Your Love To Me" e "From The Beginning" degli EL&P, ma anche canzoni come "Heartbreak Hotel" di Elvis Presley (Greg ricorda a questo punto l'emozione della prima volta che andò ad ascoltare "The Pelvis" in concerto negli States) e "You've Got To Hide Your Love Away" dei Beatles, a confermare come, grato comunque al movimento del prog-rock per quanto gli ha dato, voglia rinunciare a catene di ogni genere, anche quelle più splendenti e dorate. «Prima del prog-rock» - precisa Greg - «suonavo ogni genere di musica, dal blues al gospel e molto altro e vorrei tornarci, riaprire la mia carriera a un orizzonte più vasto che ho trascurato durante gli anni del prog». Nella seconda parte dello show Lake dà voce ancora ai successi con gli Emerson, Lake & Palmer come "Touch And Go", "Trilogy", "Still You Turn Me On" per tornare alle canzoni della sua adolescenza come il divertente rhythm'n'blues "Shaking All Over" dei Johnny Kidd And The Pirates, passare per la splendida "C'est la vie", composta da Lake e portata al primo posto in classifica in Francia da Johnny Halliday, finire con la poesia di "Lucky Man" («una canzone che non piaceva né a Emerson né a Palmer quando l'ho suonata la prima volta») e "People Get Ready" di Curtis Mayfield. Il pubblico entusiasta viene omaggiato con un bis di tutto riguardo "Welcome Back My Friend To The Show That Never Ends", altro classico degli EL&P. Bentornato Greg. 

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