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venerdì 24 maggio 2019

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21 giugno: Festa Europea della Musica

Artisti francesi ed italiani a Roma, in piazza Farnese

21.06.2013 - Rita Proto



La Festa Europea della musica, a Roma, suona francese. A partire dalle 21, infatti, prende il via un evento, promosso da  Suona francese ed Edison, in collaborazione con Roma Capitale. Sul palco di Piazza Farnese, una band emergente, un gruppo francese di "menestrelli"e un poeta - cantautore italiano. A presentare l'evento la simpaticissima "Iena" Elena di Cioccio, pronta a galvanizzare il pubblico e a dare il via a una festa franco-italiana della musica.

La "Festa della Musica", ideata in Francia dal Ministero della Cultura il 21 giugno 1982, giorno del solstizio d'estate, è aperta a tutti. "Faites de la musique, Fête de la Musique" (Fate musica, Festa della Musica) è una delle più grandi manifestazioni culturali francesi, capace di coinvolgere musicisti di tutti i generi musicali .

Per questo evento, c'è grande attesa per  la band romana emergente dei KuTso, che animerà la festa insieme al gruppo francese La Rue Ketanou. Ospite graditissimo Simone Cristicchi, reduce dal successo di Sanremo, che presenterà dal vivo il suo ultimo spettacolo, Concerto di Famiglia. Il cantautore, sensibile ai temi impegnati e anche all'ecosostenibilità, ha apprezzato molto la possibilità di esibirsi in un palco a emissioni zero. Grazie all'impegno di Edison, infatti, tutto l'evento sarà a emissioni zero e sarà alimentato da celle fotovoltaiche, riducendo al massimo il consumo energetico.   

Ad aprire la serata sarà il gruppo dei KuTso, vincitori dell'edizione 2007 dell'Heineken Jammin'Festival e dell'edizione 2012 di Edison - Change the Music. Partono da un'esperienza live, che li ha portati ad aprire i concerti per artisti come Bugo e i No Braino, e si ispirano ad artisti come Iggy Pop, Beatles, Giorgio Gaber, Lucio Battisti, Beach Boys, Weezer, Nirvana e Blu Vertigo. La loro musica scaturisce dall'incontro/scontro tra melodie maggiori, solari, piene di gioia e testi profondamente tristi  e disfattisti, un mix, che riproduce il loro modo di affrontare la vita con humour, coraggio  e razionalità.

"Ci piace l'idea di fare una festa - afferma il cantante del gruppo, Matteo Gabbianelli - e speriamo che tutti ballino la nostra musica, per riscattarsi dalla negatività che è presente nelle nostre menti. Vogliamo esorcizzare il pessimismo, reagendo al buio con una luce solare e gioiosa, dando spazio ai contrasti che viviamo ogni giorno. La nostra è una musica impegnata, nel senso che è la musica ad essere la cosa più importante".

Provengono, invece,  da una compagnia di teatro, i tre musicisti de la Rue Ketanou che ci portano nel mondo degli artisti di strada e dei saltimbanchi.

"Ce n'est pas nous qui sommes à la rue, c'est la rue qu'est à nous!" è il gioco di parole che ha ispirato il nome del gruppo: "Non siamo noi che siamo della strada ma è la strada che è nostra".

Lo scambio interculturale che ispira la loro musica parte dalle loro stesse origini: marocchina (Mourad Musset), portoghese (Olivier Leite), e belga (Florent Vintrigner). Dal primo album, En attendant les carovane, un inno alla tolleranza, e  alla vita, uscito nel 2000, raccontano storie di denuncia ma anche un'atmosfera di festa che ritroviamo nei loro successivi lavori: Y'a des cigales dans la fourmilière (2002), Ouvert à double tour (2003), A contresens (2009) e La rue ketanou et le josem (2011).

 

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