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domenica 20 ottobre 2019

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RECENSIONE - Evy Arnesano - "Piccoli frutti"

Easy listening accattivante e con radici colte, l'operazione perfetta

21.04.2014 - Alessandro Staiti



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Piccoli frutti

Salentina di Squinzano, come uno dei suoi più famosi conterranei, il grande Nicola Arigliano, ma cresciuta artisticamente a Bologna dove ha iniziato come tastierista e corista con il gruppo femminile ska-reggae Tremende. Nel 2009 l'esordio solista con Tipa ideale, Evy Arnesano pubblica ora Piccoli Frutti, una bella raccolta degli ultimi sei singoli realizzati solo in digitale dal 2011 al 2013 (per l'occasione rielaborati, remixati e rimasterizzati) e completata da 5 piacevoli inediti. La stampa del cd è avvenuta grazie a Musicraiser: 212 benefattori hanno corrisposto una certa cifra in cambio di una ricompensa come per esempio il digipack con dedica, il nome tra i ringraziamenti, la foto all'interno della copertina e così via.

Easy listening accattivante e con radici colte, un'operazione non proprio semplice che riesce molto bene a Evy: si sente a ogni solco (meglio, a ogni bit) lo swing tutto italico e ironico di Sergio Caputo, come affiorano le radici più profonde della migliore canzone italiana dei Sessanta e dei Settanta. Dalle canzonette degli urlatori a Buscaglione, Carosone, Mina, Luttazzi. Non a caso le uniche due cover dell'album sono dedicate a Bruno Martino - piacevolissima e stuzzicante l'interpretazione di "Dracula cha cha" - e Nicola Arigliano con la divertente/noir "Il pinguino innamorato". E un pizzico di musica dai migliori film italiani con la predilezione per maestri come Piero Umiliani e Piero Piccioni.

Se in Tipa ideale tanti erano gli ospiti in studio, Piccoli frutti vede la stessa Evy alla voce, alle tastiere e altri suoni accompagnata da Franco Jamaica Barletta al basso, Gianluca Pecos Grazioli alla batteria e David Shiny D'Assuntino alla melodica in un paio di brani.

L'imprinting degli anni Sessanta e Settanta è forte, un legame ancestrale radicato in Evy che riesce su basi così solide a costruire uno stile frizzante tutto suo, ricco di suggestioni, ammiccamenti soul, piacevoli atmosfere da cocktail, un pizzico di elettro pop/reggae anni Ottanta (proprio carina "Rudy Is Typing"). Una leggerezza gioiosa che pervade ogni brano: dalla canzone che dà titolo all'album, quei Piccoli frutti che sono metafora positiva delle piccole grandi vittorie della vita, allo swing irriverente di "Non soffiarmi nell'orecchio" dedicata a sedicenti e presuntuosi tombeur de fammes. Dal twist malizioso di "Ogni puntino tondo", il fortunato single dell'estate 2011 per ben 5 settimane sigla della trasmissione Demo su Rai Radio 1, al raffinato e seducente slow funk "Su un tappeto di scuse" (reminiscente dell'Alan Sorrenti più modaiolo). Sognante "L'amore di un Luporso", favola d'amore con l'immaginifico animale ambientata tra gli splendidi scenari del Trentino, corredata da un bellissimo clip del video maker trentino Leonardo Fabbri, autore anche delle copertine dei singoli e di un servizio fotografico di Evy. Tutto ben fatto.

Piccoli frutti, retrocopertina

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