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Recensione Musica: Burial - Untrue

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Titolo: Untrue
Artista: Burial
Etichetta: Hyperdub
Anno d'uscita: 2007
Genere: Dubstep
Voto: 7,0/10

Pionieri. Ne sono sempre esistiti pochi e oggi ne sentiamo la mancanza più che mai. Eppure, esistono, e magari non si limitano alla sola e mera sopravvivenza ma si divertono anche a reinventare, riscrivendo le leggi di una particolare materia, facendola da quel momento in poi loro, per sempre.
La materia in esame è la Musica, più in particolare quel filone particolarissimo chiamato Musica Dubstep. Ambienti chiusi, saturi, umidi di claustrofobia acuta. Ecco dove nasce il Dubstep, ed ecco soprattutto dove il genio londinese Kode9 riscrive le leggi di un genere ad ogni nuova uscita del suo animale musicale, Burial.
Untrue è un disco totalmente notturno, esiste, solamente se ascoltato sotto la luce di un lampione mal funzionante di una Londra in attesa di risvegliarsi. Ed è lì, in quel particolare limbo che separa la notte sfrenata dei club e l’arrivo di una nuova alba che la musica dei Burial riuscirà a dare voce e movimento alle ombre, con suoni martellanti ed oscuri, in grado di sorreggere le morfologie più inaspettate e sorprendenti.
Unico paragone possibile: Massive Attack - Mezzanine. Parliamoci chiaro, generi opposti e periodi completamente diversi. Eppure ascoltando questo lavoro si ha la sensazione, come la si aveva nel 1998 per la prima volta, di sentire un album senza precedenti, di aver sfiorato con l’ascolto il suono del futuro, un ibrido senza precedenti dove devastazioni elettroniche vengono sorrette da cori soul di natura evangelica, alla ricerca di una visione salvifica sotto il ritmo martellante di un basso omicida. Ed è qui che si nasconde il segreto Burial: il ritmo. Niente ad oggi ha un tiro simile ma soprattutto nessuno riesce a coniugare questo martellamento alieno con le visioni musicali più disparate, permettendo alla composizione di raggiungere vette di trascendenza urbana notturna, difficilmente replicabile nel chaos giornaliero della grande metropoli.
Non è necessario essere dei grandi conoscitori della scena underground londinese per apprezzare Untrue. Amare quest’album significa amare la sperimentazione, la ricerca, assidua, di nuovi orizzonti musicali ancora del tutto inesplorati per dare voce ad un nuovo grande capitolo dell’Avanguardia musicale contemporanea.
E Kode9, pioniere come pochi altri oggi, c’è riuscito per la seconda volta in fila.


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