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venerdì 06 dicembre 2019

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Roma Tre Heavy Metal: Reapter

Questa volta Meltin’Pot presenta ai lettori una band heavy metal emergente, direttamente dall’Università Roma Tre: I Reapter. La band ha già pubblicato

25.12.2007 - Marco Valerio Moretti



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Ciao Stefano, cominciamo con il presentare la band ai lettori. Chi siete, che genere di metal suonate? Quali sono le vostre influenze principali?
Ci siamo formati alla fine del Dicembre 2005. Il gruppo è composto da Claudio Arduini (voce), Massimiliano Pellicciotta (chitarra solista), Stefano Caporello (chitarra ritmica), Juri Pergolini (basso) ed Emiliano Niro (batteria) e suoniamo heavy-metal. Oltre a trarre ispirazione dagli storici gruppi di questo genere, come Metallica e Iron Maiden, cerchiamo di unire le singole idee di ciascun componente ed il nostro modo di concepire la musica.

Il vostro primo demo, simbolicamente chiamato First One, è datato 2007, dunque è appena uscito. Puoi darci qualche delucidazione sull’artwork della copertina e sul significato dei testi, sinteticamente?

Per quanto riguarda la copertina, la foto ritrae le segrete di un castello di Edimburgo. L’immagine ci ha dato un senso di oscurità e di curiosità, motivo per il quale abbiamo deciso di utilizzarla.I testi del demo, scritti interamente da Claudio, prendono ispirazione da sentimenti di rabbia e di dolore, e dalla percezione della realtà che questi ti infondono

Il demo è stato da voi autoprodotto. Siete alla ricerca di un produttore e di un distributore? Come vanno le cose da questo punto di vista?
Oltre a distribuire il demo ai locali romani, l’intento del demo è anche quello di cercare un’etichetta o una casa discografica, disposta a pubblicare un nostro futuro album, visto che abbiamo all’attivo 12 pezzi, scritti e musicati interamente da noi. Proprio per questo, abbiamo da poco inviato alcune copie a case discografiche italiane ed europee, e siamo in attesa di un’eventuale risposta.

Come contate di farvi conoscere? Contate maggiormente sul vostro MySpace, su un giro di distribuzione romano, o semplicemente sui Live show?

Diciamo che puntiamo indifferentemente su tutti e tre i fronti, ma, consapevoli della grande importanza che hanno i live show, ci concentreremo maggiormente in questa direzione. Sicuramente, Internet e Myspace sono delle vetrine da utilizzare per farsi conoscere e attraverso i quali conoscere svariati gruppi, ma è solo attraverso un live che si può capire la vera natura di un gruppo e le sue reali capacità.

Raccontaci allora la storia dei Reapter dal punto di vista Live. Per le prossime esibizioni, contate di utilizzare esclusivamente o quasi i vostri pezzi o di fare delle cover?

Nei nostri live, abbiamo sempre suonato i nostri pezzi, per dare, a chi ascolta, una nostra propria immagine attraverso quello che suoniamo ed il nostro modo di concepire la musica.

Chiedo anche a te un’opinione sulla scena underground del metal italiano.

Siamo certi che il panorama metal italiano offre molti validi gruppi ma, poiché la scena è in gran parte incentrata su gruppi cover, o gruppi hard-core, o death metal, questi non trovano gli adeguati sbocchi. La nostra critica non riguarda nessuno in particolare, ma siamo convinti che, se venisse concessa la stessa visibilità a molteplici generi, l’intero panorama musicale italiano ne trarrebbe sicuramente vantaggio.

Ti concedo uno spazio per dire ciò che vuoi
Innanzitutto, vogliamo salutare tutti coloro che leggeranno questa intervista e ringraziare te e tutta la redazione musica di Meltinpot, sia per averci intervistato, sia soprattutto per il fatto che date visibilità a gruppi emergenti. Vogliamo inoltre ricordare che tutti coloro che vorranno ascoltare le nostre canzoni, le possono trovare sul nostro blog di Myspace, dove abbiamo anche inserito il video di una nostra esibizione e che aggiorniamo di volta in volta sulle nostre serate. Un saluto a tutti quanti e a presto.


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