Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 09 aprile 2020

  • MP News
  • Attualità

Recensione ed interviste: Miracolo a Sant'Anna

28.09.2008 - Valentina Ariete



Abomini della rete

Su Facebook  due esempi dello scarso controllo operato sul social network da parte dei suoi amministratori che...
Leggi l'articolo

INCONTRI METROPOLITANI #8

Storie, confidenze, personaggi in Città
Leggi l'articolo

VATICANO - Il Papa consegna la Bolla di indizione del Giubileo

La misericordia al centro dell'Anno Santo indetto da Papa Francesco
Leggi l'articolo

Titolo: Miracolo a Sant’Anna (Miracle at St. Anna)
Regia: Spike Lee
Cast: Derek Luke, Michael Ealy, Laz Alonso
IMDB: 53/100
Voto: 58/100

 

New York, 1983: un impiegato delle poste uccide a sangue freddo un uomo dall’accento italiano.
Nel suo appartamento viene ritrovata la testa di un’antica statua.
Perché un reduce di guerra prossimo alla pensione dovrebbe compiere un gesto apparentemente così insensato? Con un salto temporale di quarant’anni scopriamo che la spiegazione va cercata in un episodio della Seconda Guerra Mondiale: nel 1944 a Sant’ Anna di Stazzema, i nazisti uccidono 560 civili. Nei giorni in cui la strage ha luogo, le vite di partigiani, nazisti e di un gruppo di soldati americani di colore appartenenti alla 92° divisione di fanteria, chiamata “Buffalo”, si intrecciano.
Il soldato Train (Omar Benson Miller), ragazzone enorme e dall’animo semplice, ritrova la testa di una statua e salva un bambino. Train si convince che la statua sia un portafortuna e il bambino un messaggero del Signore. Insieme a tre suoi compagni trova rifugio in un paesino della Versilia, dove partigiani e nazisti si combattono.
Spike Lee porta sullo schermo il romanzo di James McBride e confeziona un film a strati.
In primo luogo c’è l’episodio storico: episodio storico che però è solo un pretesto per raccontare una storia romanzata e totalmente inventata. Lo stratagemma narrativo di McBride di trovare la spiegazione della strage in un presunto tradimento di uno dei partigiani è infatti pura finzione e ha destato non poche polemiche, soprattutto in Italia, facendo guadagnare al libro e al film l’accusa di revisionismo storico. In realtà il centro d’interesse della pellicola non è la strage, ma le vicende dei soldati di colore mandati a morire come carne da macello dai comandanti bianchi razzisti.
Le truppe di soldati di colore che parteciparono alla Seconda Guerra Mondiale non sono quasi mai ricordate e Lee ha cercato di ridare dignità a queste persone che sono morte per una patria che non le accettava.
E’ anche un film sulla fede: soldati, partigiani, civili e nazisti nei momenti di maggiore disperazione si affidano tutti a Dio e la fede fa da filo conduttore tra le storie dei vari personaggi.
Il problema della pellicola è però quello di voler affrontare tanti, troppi argomenti, senza approfondirne realmente nessuno: ecco quindi la superficialità nell’analizzare l’episodio storico e l’eccessiva retorica nel trattare le vicende dei “Buffalo soldiers”. Guardando il film si ha infatti la sensazione di doversi commuovere per forza di fronte alle storie di questi personaggi, impressione acuita da una colonna sonora troppo ingombrante, con il risultato di far perdere forza alla storia.
Non mancano comunque sequenze ben girate e un cast particolarmente ispirato: tra tutti risalta la figura del partigiano interpretato da Pierfrancesco Favino, “la grande farfalla”, combattente ma in primo luogo uomo che si interroga se sia giusto o no uccidere a prescindere dal colore della divisa. E proprio qui sta il problema: come valore assoluto questo principio è sacrosanto, ma nell’ambito della Seconda Guerra Mondiale dove i nazisti elaborarono le leggi razziali e diedero vita ai campi di concentramento questo discorso non ha senso: certo che c’è una differenza tra partigiani e nazisti, affermare il contrario vuol dire non conoscere a fondo la storia.
Anche dal punto di vista del ritmo il film a lungo andare perde mordente, concludendosi con un finale che risulta stonato e forzato.
Una pellicola quindi riuscita soltanto a metà e che sicuramente continuerà a far discutere.



Conferenza stampa del film “Miracolo a Sant’Anna”
Incontro con il regista Spike Lee, lo sceneggiatore James McBride e il cast

Al cinema Warner Moderno di Roma, Spike Lee ha incontrato la stampa italiana, insieme al cast del suo ultimo film “Miracolo a Sant’Anna”. Film che ha destato non poche polemiche per il fatto che attribuisce la causa delle strage di Sant’Anna di Stazzema al tradimento di un partigiano, in combutta con i nazisti.
Interrogato sull’argomento il regista ha detto che la strage è un fatto storico e fare in modo di ricordarla non può che essere positivo. Ha aggiunto che è stato affascinato dalla storia scritta da McBride soprattutto per come affronta la fede, e di come permetta di parlare dell’incontro tra persone e culture diverse.
Nella conferenza stampa si è parlato anche di aspetti attuali: l’attore Derek Luke, che interpreta il soldato Stamps, interrogato sul fatto che negli ultimi tempi gli stranieri negli U.S.A siano molto controllati e sull’ atteggiamento quasi ostile nei loro confronti ha spiegato che l’11 settembre ha causato un sentimento di paura e diffidenza nella popolazione americana e quindi il governo controlla maggiormente le persone.
Pierfrancesco Favino, che interpreta il partigiano Peppi, personaggio tormentato che si interroga molto, ha detto di essersi preparato per il ruolo attingendo dalla sua cultura generale, dai libri di Fenoglio che ama e dal romanzo di McBride.
E riguardo al suo personaggio ha detto: “Con questo ruolo non volevo dire qualcosa sull’unificazione, a me interessava rendere lo stato d’animo di un uomo che dopo aver combattuto per quattro anni si interroga se sia giusto o no. Sono fiero di essere figlio del dubbio, mi auguro che in ogni guerra ci sia qualcuno che si pone questa domanda”.
A McBride è stato chiesto perché ha parlato del tradimento di un partigiano, e lo scrittore ha risposto: “E’ una storia di finzione. In più ci sono diverse versioni dei fatti. A me ha colpito il fatto che a Sant’Anna nessuno parlasse di questa strage. Allora ho trovato una maniera per raccontare questa storia e ho dovuto decidere se scrivere un libro di storia o un romanzo. Questo è un romanzo in cui voglio mostrare come in guerra i rapporti tra amici e familiari si logorano. Non ce l’ho con i partigiani, non era mia intenzione offendere nessuno. Quello che è successo nelle Seconda Guerra Mondiale è di tutti, non solo dei partigiani, quindi ho voluto parlarne anche io. Meglio far riflettere i giovani su argomenti come questo che non su American Idol”.
Spike Lee ha invece scelto una linea più dura dicendo: “Io non mi scuso di aver fatto questo film. Ci sono tante questioni aperte, i partigiani non erano amati da tutti: per ogni tedesco ucciso dovevano morire dieci italiani e i partigiani si rifugiavano sulle montagne lasciando subire le conseguenze alla popolazione”.
Valentina Cervi, che interpreta Renata, ha detto di essere fiera di essere stata diretta da Spike Lee perché: “Sono cresciuta con i film di Spike Lee e mi è sempre piaciuto come ritrae le donne nei suoi film. Anche se sono maltrattate e sottomesse sono sempre vincenti”.
C’è stato tempo per parlare anche delle imminenti elezioni presidenziali americane e al regista è stato chiesto quanto peserà il colore della pelle, Lee ha risposto: “Ci sono molti in America che non amano Obama per il colore delle sua pelle ma non sono abbastanza. Io credo che Obama vincerà anche perché se lo avessero votato solo gli afro-americani non sarebbe lì adesso”.
Il film di Lee in America è stato pesantemente stroncato, in particolare dall’importante rivista Variety, e sulla questione il regista ha detto: “Se sei un artista ti esponi, e se vieni criticato che devi fare, tagliarti la gola? Buttarti giù dall’Empire State Building? Faccio film da 23 anni, che dovrei fare ritirarmi semplicemente perché a Variety non è piaciuto il mio film?”.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.