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sabato 28 marzo 2020

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Drogati di Facebook, al Gemelli di Roma un servizio per curare la dipendenza telematica

Apre i battenti il primo ambulatorio per disintossicare gli ossessionati da internet

02.11.2009 - Giulio Serafino



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Curare la dipendenza patologica dal web, è questo l'obbiettivo dell'ambulatorio dedicato alla Internet Addiction Disorder che inizia oggi la sua attività all'interno del Day hospital psichiatrico all'interno del Policlinico Gemelli di Roma. "Grazie a questo nuovo ambulatorio potremo garantire ai nostri pazienti di contenere quel malessere che per molti durante l'astinenza dal web si trasforma in ansia, depressione e paura di perdere il controllo di ciò che accade in internet, intervenendo nella struttura mentale sottostante alla dipendenza con curiosità e umiltà". Queste le parole di Federico Tonioni, psichiatra e  coordinatore dell'associazione "La Promessa", che collabora all'iniziativa.

Sono tre i passi che dovrà affrontare il malato telematico previsti dal programma. Un colloquio di apertura per delineare e confermare con precisione la diagnosi di dipendenza; una serie di incontri successivi per individuare la psicopatologia sottostante e se necessario arginarla con una terapia farmacologica; l'inserimento in gruppi di riabilitazione. L'ambulatorio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30, la prenotazione per la prima visita è obbligatoria e telefonica ai numeri 0630154332-4122.

La patologia in esame è il frutto dell'espansione senza limiti del web, in specie dei social network quali Facebook e Msn. L'esigenza costante di essere collegati, l'impulso irrefrenabile di aggiornare il proprio status o di condividere una notizia, un video o semplicemente un pensiero. Un abitudine che può facilmente degenerare in ossessione  con conseguente  perdita di lucidità sul lavoro e nelle attività "reali", causata dal pensiero fisso di collegarsi  per controllare o dalla paranoia di essere controllati. "Stiamo parlando di un nuovo modo di drogarsi" spiega ancora Tonioni, "la multimedialità ha dato ai giovani strumenti per aprire mille contatti ma non il modo di gestirli". La possibilità di avere centinaia di amici che si ritrovano in una piazza virtuale che rischia di sovrapporsi  al reale donando l'illusione di sentirsi onnipotenti e in grado di controllare ogni cosa.

Le conseguenze dell'abuso di internet sono comuni a quelle che provocano molte droghe, con lo schermo acceso sicurezza, autostima e capacità relazionale sono all'ennesima potenza ma appena si è offline depressione, ansia, sudorazione fredda, i tipici sintomi da crisi di astinenza iniziano a manifestarsi. Nello specifico, e su questo punto concordano unanimi tutti i maggiori esperti, facebook rischia di diventare un attivatore di paranoia, innescando meccanismi di controllo ossessivi (uno per tutti il caso del ragazzo che sotto falsa identità verifica la disponibilità della fidanzata ad uscire con uno sconosciuto).

I soggetti a maggior rischio sono i giovani, dotati di personalità non ancora strutturate e massimi fruitori dei nuovi mezzi di socializzazione suddetti. "I primi pazienti saranno per lo più ragazzi, visiteremo i figli illegittimi della multimedialità che ci ha sopraffatto e inghiottito negli ultimi anni" questa la previsione di Federico Tonioli. Sono 5 i sottotipi di dipendenti da internet: il cyber-sexual addiction (sesso virtuale e pornografia), il cyber-relational addiction (social network), il net-compulsion (gioco d'azzardo, shopping e commercio on-line), l'information overload (ricerca ossessiva di informazioni) e il computer addiction (coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali e di ruolo).

 

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