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Recensione : Rodolfo Montuoro - Lola

08.12.2009 - Marcello Moi



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Titolo: Lola
Artista: Rodolfo Montuoro
Etichetta: -
Anno di uscita: 2009
Genere: electro-rock, new wave
Voto: 6,5

 

Siamo giunti al terzo atto per uno dei personaggi più onirici e visionari della scena italiana. Dopo averci parlato di Ulisse con “A-vision” (2006) e di Hannibal Lecter con l'album “Hannibal” (dove in realtà Hannibal è solo un aggancio per sviscerare gli effetti sublimi e devastanti di Amore e Psiche), Rodolfo Montuoro continua con “Lola” il concept dedicato alla notte già cominciato con “Orfeo”; ancora una volta, quello che si può dire sulla musica è poca cosa rispetto ai discorsi che vengono fuori scoperchiando il vaso di pandora dei testi. In sole quattro canzoni vengono affrontati dei temi che in letteratura tengono banco da secoli: due su tutti la mitologia e il viaggio.
Tralasciando la prima e l'ultima canzone, un po' sottotono rispetto alla fama dell'artista, le ottime “Per incantamento” e “Labyrinth” ci portano in una dimensione mistica e ancestrale. La prima non è altro che la messa in musica del sonetto dantesco “Guido, i'vorrei che tu, Lapo ed io”, mentre la seconda è una divagazione sul mito del filo di Arianna. La voce non è di quelle che lasciano il segno, ma si adatta bene al sottofondo rock- new wave con divagazioni classiche (soprattutto di violoncello) ed elettorniche. Piu' che di canzoni si tratta di monologhi introspettivi in musica. Montuoro non lesina ricercati intellettualismi e slanci poetici di ampio respiro alla Franco Battiato; nonostante la caratura non sia chiaramente la stessa (il maestro è sempre il maestro), il suo stile emana comunque un'aura misteriosa e affascinante.
Una prova di maturità con qualche scivolone di troppo, soprattutto per quanto riguarda lo stile ricercato ma troppo monotono. Aspettiamo con ansia il full-lenght “Nacht” per  un'analisi più approfondita.

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