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domenica 29 marzo 2020

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Scuole e computer portatili per la crescita economica del Ruanda

03.01.2010 - Ginevra Marandola



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Il governo Ruandese investirà trentacinque milioni di dollari per la riforma dell'istruzione: il programma prevede il raggiungimento di obiettivi quali l’accesso alla scuola primaria per tutti e lo sviluppo di politiche mirate per l'istruzione delle bambine. A tale scopo il governo ha firmato un accordo con la Banca Mondiale che prevede, nell'arco di un triennio, l'erogazione di 105 milioni di dollari da investire nel settore dell'istruzione. Il protocollo d'intesa e' stato firmato ad ottobre al termine di alcuni giorni di riunioni tecniche tra esperti presiedute da James Musoni, ministro delle Finanze e della Programmazione Economica, e Charles Muligande, ministro dell'Istruzione. "Se non riusciremo a garantire il diritto all'istruzione, altri settori sono a rischio", ha avvertito Musoni, aggiungendo che non si puo' parlare di ricchezza di un paese ignorando le conoscenze e le competenze del suo popolo. Il piano strategico è inserito, infatti, nel programma di riduzione della povertà in considerazione del ruolo fondamentale dell’istruzione nel miglioramento del benessere generale della popolazione.

Cosa prevede la riforma del sistema di istruzione?

Il programma comprende la costruzione di nuove aule, corsi d'aggiornamento per gli insegnanti della scuola primaria, ma anche di quella secondaria, così come la modifica e l’ammodernamento dei libri di testo. In particolare, saranno avviati corsi di formazione per innalzare la preparazione dei docenti, si assumeranno nuovi insegnanti, si acquistera' materiale didattico e saranno costruite nuove scuole per un totale di 3.000 classi. Tra le politiche del governo troviamo inoltre: l’abolizione delle tasse scolastiche, la concessione di sussidi e la modifica dei programmi scolastici i quali dovranno focalizzarsi sui concetti base di matematica, lingua e soprattutto informatica. Per il ministro dell'Istruzione di Kigali, Charles Murigande, "i fondi serviranno a innalzare la qualita' complessiva dell'istruzione nel Paese e a garantire a un maggiore numero di ruandesi l'accesso all'istruzione di base".
L’aspetto più interessante della politica del Ruanda è l’ambizioso programma per garantire l'istruzione secondaria per tutti. "L'obiettivo e' quello di garantire a tutti l'istruzione primaria, che abbiamo di fatto raggiunto, e in seconda battuta quella secondaria", ha detto Muligande. Uno dei problemi da risolvere e' quello della dispersione scolastica, che il governo sta affrontando adottando ad esempio corsi di formazione tecnica e professionale anche per le categorie piu' povere. L’abolizione delle tasse anche per i tre anni della scuola secondaria, durante i quali gli studenti acquisiscono conoscenza teorica ma anche capacità tecniche fondamentali per il mondo del lavoro, pone il Ruanda in una posizione di merito rispetto agli altri paesi dell’Africa. Finora, infatti, molti paesi hanno dato vita a politiche a favore dell’istruzione primaria ma pochi si sono concentrati sulla scuola secondaria, non facilmente accessibile a causa delle tasse elevate. 

Qual è il ruolo della tecnologia?

Per il 2012 il Governo del Ruanda prevede che ogni bambino tra i 9 ed i 12 anni, in tutto 1.3 milioni, avrà un computer con una connessione internet per scaricare software didattici gratuiti e testi. Richard Niyonkuru stima un costo di partenza di 313 milioni di dollari e prevede di estendere il provvedimento ai bambini tra i sei e gli otto anni per il 2015. Il fornitore dei computer sarà “One Laptop Per Child” (OLPC),  un ente di beneficenza americano legato al Massachusetts Institute of Technology, il quale si impegna da anni per promuovere l’uso di computer nelle scuole primarie dei paesi più poveri. Il Ruanda  ha ordinato 100,000 computer portatili al costo di 181$ l’uno. Dal 2012 il governo prevede per i bambini del Ruanda computer più avanzati e resistenti di quelli dell OLPC, al costo di 75$ l’uno in modo da permettere ad ogni studente di farne uso per l’intero percorso scolastico. I portatili conterranno materiale didattico e libri di testo, gli schermi saranno visibili alla luce del sole ed il basso consumo energetico permetterà l’utilizzo anche nelle capanne senza elettricità. Il presidente del Ruanda si ritiene soddisfatto per il progetto, unica possibilità per formare i 50,000 programmatori di cui il paese ha bisogno per il 2020. La tecnologia è un aspetto fondamentale del piano di trasformazione del sistema economico previsto per il 2020 ed il paese sembra pronto a favorirne lo sviluppo con finanziamenti e politiche. Se lo schema dovesse risultare profittevole, dovranno essere trovati finanziamenti per aggiornare i computer e alcuni piccoli business potranno guadagnare dal progetto caricando, riparando e sviluppando i computer. Ulteriore obiettivo sarà l’informatizzazione del sistema governativo, i computer portatili verranno utilizzati per la fornitura di servizi e per la gestione della burocrazia. 

 

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