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lunedì 17 febbraio 2020

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Perchè i clienti preferiscono i contratti individuali: responsabilità congiunta o individuale?

09.01.2010 - Ginevra Marandola



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Il microcredito moderno – spiega Leonardo Becchetti ne “Il Microcredito” – è caratterizzato da “piccoli prestiti, finalizzati prevalentemente all’investimento piuttosto che al consumo”, indirizzati “a individui o microimprese, prevalentemente prive di garanzie patrimoniali, verso le quali le istituzioni di microcredito si cautelano con forme di garanzia alternative”.

Le due forme principali di contratto nell’ambito del microcredito sono il contratto con clausola di responsabilità congiunta, e quello con clausola di responsabilità individuale.

Il primo deve la sua diffusione al progetto del Premio Nobel per la pace Mhuammad Yunus, che lo adottò nella sua Grameen Bank. Il secondo si è invece affermato negli ultimi anni nella pratica degli istituiti di microcredito, sulla base di evidenze empiriche che mostravano come l’eccessiva pressione e tensione sociale tra i membri del gruppo creasse insoddisfazione nel cliente, e come la responsabilità congiunta tendesse a favorire la permanenza nel progetto dei soggetti più rischiosi, a svantaggio dei migliori clienti, che temevano di dover rispondere delle inadempienze degli altri.

Un esempio della tendenza ad adottare contratti a responsabilità individuale è rappresentato dalla Green Bank, una banca commerciale delle Filippine che, nel 2004, ha iniziato un processo di conversione casuale dei contratti di gruppo preesistenti in contratti a responsabilità individuale.

L’esperimento è stato studiato da Xavier Ginè e Dean Karlan, i quali hanno effettuato un confronto dell’efficacia, nell’ambito di contratti di prestito di microcredito, della responsabilità congiunta e individuale.

Il prestito di gruppo

Questo modello prevede che la banca - prima di emettere un prestito – richieda ai potenziali debitori di formare dei gruppi tra loro, in base ad un meccanismo di assortative matching: perché il gruppo funzioni al meglio, devono essere i clienti stessi a procedere all’autoselezione, in maniera del tutto autonoma (1).

Dopo una fase di pre-screening, in cui la banca valuta le esperienze, le specializzazioni dei clienti e l’adeguatezza dei progetti, vengono emessi dei prestiti individuali, erogati con un importo standardizzato. Caratteristica fondamentale di questo schema è la responsabilità comune dei membri del gruppo: nel caso in cui uno di loro sia inadempiente rispetto all’obbligazione contratta, gli altri componenti sono congiuntamente responsabili per la restituzione di quanto dovuto da quest’ultimo. Inoltre – sempre allo scopo di tutelare la banca da evenutali inadempienze – è previsto, per i membri del gruppo, l’obbligo di depositare fondi comuni. Gli aspetti positivi e negativi del modello possono essere così riassunti:

Aspetti positivi:

  • garanzia di responsabilità congiunta
  • riduzione del costo di monitoraggio, attraverso il coinvolgimento dei debitori nella gestione dei progetti e nell’attività di monitoraggio
  • il monitoraggio si esplica anche nella possibilità di porre in essere sanzioni provenienti dal contesto sociale, con meccanismi legati alla reputazione (2)

Aspetti negativi:

  • uscita dei clienti con buoni progetti a causa della riluttanza ad accettare la condivisione del rischio con altri, di cui non si conoscono le preferenze
  • eccessiva tensione sociale dovuta alla delega della funzione di monitoraggio ai membri (3)
  • possibilità di comportamenti di free riding, per cui si sceglie di “fallire strategicamente”, scaricando così il costo di ripagare il debito sui soggetti “sicuri” (4)

Il prestito individuale

Il prestito individuale, al contrario, si caratterizza per un’attenta valutazione della reputazione, delle referenze e della storia creditizia del singolo soggetto. La determinazione dell’importo del prestito viene concordata in base alle capacità e alla situazione patrimoniale del richiedente. Data la responsabilità individuale, legata alle obbligazioni contratte, si ricorre quindi ad una maggiore richiesta di garanzie patrimoniali o fideiussioni, per disincentivare i comportamenti non ottimali.

Aspetti positivi:

  • miglior adattamento alle esigenze creditizie
  • maggiore flessibilità nella definizione dei piani di rimborso del prestito
  • importo determinato secondo le esigenze del richiedente

Aspetti negativi:

  • necessità di un elevato flusso di informazioni, sia nella fase di screening che nella fase di monitoraggio del progetto
  • necessità di garanzie patrimoniali
  • elevati costi di monitoraggio a carico dell’ente erogatore
  • difficoltà ad applicare sanzioni sociali

Prestito di gruppo a responsabilità individuale

Il prestito di gruppo è caratterizzato da minori costi per l’istituto di credito nella fase di screening e di monitoraggio, ma quello individuale sembra essere maggiormente gradito dai clienti, nonostante in alcuni casi sia necessario fornire garanzie patrimoniali. Alla luce di tali valutazioni, la Green Bank ha convertito contratti inizialmente sottoscritti con la condizione di responsabilità di gruppo in contratti a responsabilità individuale. Con il nuovo modello scompaiono le regole relative al deposito di fondi comuni, mentre tutti gli altri aspetti del prestito collettivo restano immutati. Rimangono, per esempio, gli incontri e i pagamenti di gruppo settimanali, allo scopo di preservare l’influenza che le sanzioni e il contesto sociale hanno sui tassi di restituzione dei prestiti.

L’esperimento condotto dalla Green Bank evidenzia come non ci sia stato, nel passaggio da una clausola all’altra, un aumento del numero di default né una diminuzione del tasso di rimborso dei prestiti. Si è registrato, invece, un incremento nella domanda di credito, che conferma la predilizione dei clienti per questo tipo di contratto. 

Sarebbe quindi del tutto auspicabile la creazione, attraverso i prestiti di gruppo, di una storia creditizia dei clienti, sulla base della quale selezionare poi gli individui migliori a cui proporre prestiti senza il vincolo della responsabilità congiunta.

 

  1. (1) B. Armendariz de Aghion, J. Morduch, Microfinance: Where do we stand?

(2) Si veda Stiglitz, 1990

(3) Ginè X. And D.S Kartan, Peer monitoring and enforcement: Long term evidence from Microcredit Lending Groups with and without Group Liability

(4) B. Armendariz de Aghion, J. Morduch, Microfinance: Where do we stand?

 

 

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