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domenica 05 luglio 2020

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Il ruolo delle Banche di Investimento nella Microfinanza

L’iniziativa di Morgan Stanley apre una nuova era

23.01.2010 - Francesco Formica



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Sono coinvolte attualmente nell'ambito della microfinanza alcune tra le più grandi banche d'investimento mondiali. Morgan Stanley, JP Morgan, Deutsche Bank, HSBC e Bnp Paribas, ad esempio, hanno aperto delle vere e proprie business unit specializzate che operano di solito all'interno delle rispettive divisioni emerging markets. Queste offrono alle istituzioni che si occupano di microfinanza, le cosiddette Microfinance Instistutions (MFI), i loro tipici servizi finanziari, dalla consulenza alla raccolta di capitali e ai prodotti strutturati. Un loro coinvolgimento più attivo in questo ambito si è avuto però solo negli ultimi anni. Risale infatti ad aprile 2006 un'operazione di cartolarizzazione denominata BOLD che ha segnato un nuovo corso: l'emissione, curata da Morgan Stanley insieme alla MFI svizzera BlueOrchard, di un bond (per la precisione un CLO, Collateralized Loan Obligation) avente a garanzia prestiti verso 21 diverse MFI, per un valore di circa 100 milioni di dollari. Il successo dell'operazione ha portato ad una analoga, ma perfezionata emissione l'anno seguente, denominata BOLD 2, riguardante il finanziamento di 20 MFI operanti in 11 Paesi “emergenti” (Azerbaigian, Bosnia Erzegovina, Cambogia, Colombia, Georgia, Kenya, Mongolia, Montenegro, Nicaragua, Perù, Russia) per un valore di circa 110 milioni di dollari.

Questa si distingue dalla precedente per un fatto importante: è stata la prima transazione sul mercato dei capitali avente ad oggetto MFI a ricevere un rating, anche se parziale, da un’agenzia di rating internazionale quale Standard & Poor’s. Le prime due tranches sono state giudicate rispettivamente AA e BBB, mentre le restanti due non hanno ricevuto alcun rating. Per agevolare il risk management delle MFI, oltre il 60% dei prestiti sono stati erogati in moneta locale, tra cui il Tughrik mongolo, il Rublo russo, il Peso colombiano e il Nuovo Sol peruviano, oltre a dollari ed euro. Per proteggere gli investitori dal rischio di cambio sono stati inseriti nell’operazione degli appositi currency swap che riconvertono le cedole nelle tre monete in cui le tranches sono state emesse (euro, dollari e sterline). 

La struttura innovativa del CLO ed il rating di S&P hanno contribuito notevolmente al successo dell’operazione presso investitori istituzionali e privati. Le tranches provviste di rating sono state collocate con gran facilità e molti sono stati gli investitori privati che hanno acquistato anche la parte unrated.

Una nuova asset class globale?

Il settore della microfinanza, sebbene abbia ancora dimensioni ridotte, è in forte crescita. Le grandi banche di investimento hanno ormai capito le enormi potenzialità del settore e superato in parte le diffidenze verso un sistema di fare credito che inizialmente sembrava più che altro un modo alternativo di esercitare la carità, dati gli alti rischi e l'assenza di garanzie dei beneficiari, piuttosto che una possibilità di investimento effettiva e remunerativa. Il loro coinvolgimento testimonia la grande crescita del settore e l'ottimo lavoro svolto dalle MFI nel migliorare sempre di più il sistema. La microfinanza infatti non è più esclusivamente un'attività economica prettamente locale, no-profit e incentrata su piccole comunità. Ambisce a diventare una vera e propria asset class globale, in cui un numero sempre maggiore di investitori, privati e istituzionali, può investire ottenendo ritorni interessanti e diversificando il proprio portafoglio. 

Ecco, la diversificazione può essere un’arma importante: il ciclo economico e l'andamento dei mercati internazionali influenzano davvero marginalmente i risultati economici, e quindi le probabilità di restituire il prestito, dei poveri beneficiari, di chi magari chiede un prestito per comprare un trattore per lavorare la terra o dei frigoriferi per conservare la merce che produce o commercia. Certo, non si tratta di prestiti esenti da rischi. In particolare, oltre al rischio di insolvenza insito in ogni contratto creditizio, hanno una rilevanza maggiore rispetto alle economie sviluppate il rischio Paese e il rischio valuta, data l'instabilità politica che spesso caratterizza i Paesi emergenti e la debolezza delle loro valute.

Profitto e sviluppo possono coesistere

L'accesso delle MFI al mercato dei capitali internazionale è fondamentale per sostenere la crescita della microfinanza, alimentata a lungo solo dalle risorse finanziarie fornite da fondazioni benefiche e fondi etici e dalle donazioni di ricchi magnati filantropi. Un più facile accesso al credito e ai servizi finanziari in genere da parte delle MFI si traduce in un maggior numero di microcrediti concessi ai più bisognosi e capaci. 

Il riscatto dalla povertà di questi popoli può davvero coesistere con la ricerca del profitto che anima il settore bancario e gli investitori di tutto il mondo.

 

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