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sabato 26 settembre 2020

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Donne e agricoltura: una storia di forza e determinazione

Presentazione del libro e del DVD: “Donne e agricoltura nel Lazio. Ieri, oggi e domani”

18.02.2010 - Daniele Maurizi



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La storia delle donne e dei diritti che sono stati riconosciuti loro nel corso del tempo costituiscono argomento di un dibattito ancora attuale. Sia le ideologie che le grandi forze sociali del Novecento non esistono più, essendo cambiati i soggetti sociali e politici. Sopravvive, seppure con forme e intensità diverse rispetto all'origine, il pensiero femminista, divenuto coscienza diffusa delle donne.

Il libro "Donne e agricoltura nel Lazio. Ieri, oggi e domani" (presentato in questi giorni presso il Rettorato dell'Università Roma Tre) è diviso in due parti. La prima contiene un racconto del passato, la storia di una contadina, Delfina, ed è narrato sfogliando i vecchi numeri di "Noi donne", il mensile di politica, cultura e attualità la cui direttrice, Tiziana Bartolini, è la curatrice del testo di cui si discute. La seconda parte è centrata sul presente, ed è la narrazione di un viaggio tra le aziende agricole a conduzione femminile della regione Lazio, fatta per disegnare e raccontare una dimensione umana e produttiva più reale di quanto ci si possa aspettare. 

Durante l'incontro organizzato per presentare il libro si sono alternati diversi interventi. Per prima la professoressa Francesca Brezzi, docente di Filosofia morale all'Università Roma Tre. Il nucleo principale individuato è quello del rapporto tra le donne e l'agricoltura e tra le donne e l'economia. In passato, le donne hanno dimostrato di saper sorreggere il peso di molte responsabilità ed hanno dimostrato di possedere una forza incredibile che, però, ha fatto molta fatica ad emergere e ad essere riconosciuta, anche solo in parte. Se, per certi aspetti, il lavoro agricolo nel primo cinquantennio  del Novecento sembrava proseguire il lavoro di cura della casa, per certe donne è stata l'occasione per acquisire una grande consapevolezza. Nel corso della storia, ogni volta che le donne hanno avuto coscienza della propria identità e creatività, hanno raggiunto grandi obiettivi. Oggi, le donne potrebbero avere un ruolo decisivo nel fornire una nuova interpretazione dell'economia, più attenta all'etica dell'impresa, piuttosto che al capitalismo selvaggio. Il discorso si inserisce all'interno di un argomento più vasto, che coinvolge gli stessi indicatori di valutazione della situazione economica. È dibattito attuale il tentativo di "abbandono" del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indicatore sintetico della ricchezza economica prodotta da un determinato Paese nell'unità di tempo a favore del FIL (Felicità Interna Lorda), che dovrebbe tenere maggiormente conto i diritti degli stakeholders e la sostenibilità dei progetti e delle azioni d'impresa.

L'assessore uscente all'Agricoltura della Regione Lazio, Daniela Valentini, illustra un resoconto del suo mandato. I dati e le stime ufficiali parlano di un incremento delle imprese a conduzione femminile nel Lazio. I segnali sono confermati dall'attenzione con cui le donne hanno utilizzato le possibilità offerte dal Piano di Sviluppo Rurale (PSR) e hanno colto l'occasione di impiegare i contributi pubblici per rinnovare le loro aziende o avviare nuove produzioni. Con il PSR si è puntato sull'incontro e lo scambio tra città e campagna, sull'innovazione e su giovani e donne per dare slancio e vivacità. Questo PSR è stato il frutto di un'attenta indagine compiuta direttamente sul territorio perché in precedenza parlare di agricoltura significava parlare di arretratezza, senza una legislazione specifica né progetti di sviluppo e di valorizzazione. Le integrazioni porteranno all'avvicinamento di un settore che stava degradando verso una società civile che presenta una domanda insoddisfatta di alimenti sani e prodotti ottenuti nel rispetto dell'ambiente.

Seguono le testimonianze di due donne straordinarie: Leda Colombini e Marisa Rodano. La prima è stata una giovane bracciante della campagna reggiana nel periodo intorno alla seconda guerra mondiale. Successivamente è stata parlamentare del PCI ed è tuttora presidente dell'associazione "A Roma insieme". Specialmente in ambito agricolo, le donne erano praticamente considerate, a livello sociale, come inesistenti. Però svolgevano un immenso lavoro manuale, anche faticoso; per questo erano considerate dei veri e propri "muli da soma". Sono state le donne ad organizzare la sopravvivenza, prima e durante la guerra. La differenza tra uomini e donne risiedeva, innanzitutto, nella paga oltre che nel lavoro. La potatura, l'aratura, la falciatura le facevano gli uomini, mentre la zappatura, i raccolti, la vendemmia erano per lo più svolte dalle donne. Nei lavori di raccolta le donne rendevano di più ma venivano pagate meno. Le giovani donne venivano pagate il 50% rispetto ad un uomo, mentre le donne adulte arrivavano al 70%. Erano norme contrattuali. Le prime lotte sindacali vertevano proprio sull'accorciamento delle distanze salariali o il rispetto dell'orario di lavoro, più che per il riconoscimento della parità tra i generi. Sono stati ricordati i cosiddetti "scioperi a rovescio" che consistevano nell'andare a fare lavori di miglioria nelle aziende padronale per poi combattere per riuscire a farsi pagare il lavoro svolto.

Nonostante le condizioni delle donne siano migliorate, sia in termini di emancipazione che di riconoscimento sul piano sociale, la passione per ottenere un futuro migliore sembra essere venuta un po' meno. Il raggiungimento di interessi strettamente personali ha inciso negativamente sulla capacità delle donne di fare squadra e di puntare verso una meta precisa e comune.

La posizione è ripresa e condivisa da Marisa Rodano, ex esponente del PCI, deputata, senatrice e parlamentare europea. Sebbene, da un lato, le donne hanno acquisito nel tempo una presenza talora rilevante nella società, parallelamente c'è anche uno sforzo per veicolare un'immagine distorta della figura femminile, fatta sesso, apparenza e aspirazione ad entrare nel mondo dello spettacolo. La precarietà nel mondo del lavoro rende incerte le prospettive di vita e ancora più difficile la possibilità dell'autodeterminazione, che arriverebbe anche a far acquisire consapevolezza degli altri. E questo vuol dire libertà per tutti.

 

Per saperne di più:

Donne e agricoltura nel Lazio. Ieri, oggi e domani.

A cura di: Tiziana Bartolini

(Noi Donne - Cooperativa Libera Stampa;  172 pagine)

 

 

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