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domenica 29 marzo 2020

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CrediAmigo: un approfondimento.

I risultati di un programma di successo

22.03.2010 - Eleonora Dell'Uomo



CrediAmigo: un esempio di best practice per il microcredito in Brasile

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Il successo del Microcredito in Brasile: il caso CrediAmigo.

Il programma di microcredito del Banco do Nordeste, conosciuto come CrediAmigo, è il più grande del Brasile, e il secondo dell’ America Latina per numero di clienti.

L’ampio database utilizzato da CrediAmigo per il monitoraggio dei suoi clienti ha reso possibile l’investigazione sull’efficacia del programma nel ridurre la povertà e migliorare le condizioni di vita dei suoi clienti. Si parla di efficacia del programma, e non di efficienza (monitoraggio quindi, e non impatto), in quanto non si hanno a disposizione informazioni circa i non-clienti (Goldberg, 2005).

Nell’analizzare i dati, bisogna comunque considerare che la struttura stessa del programma - volume e tipo di prestito concesso, ritardi nei pagamenti dei clienti - sono elementi che possono influenzare direttamente le statistiche di successo/insuccesso, così come le caratteristiche individuali dei mutuatari - livello d’istruzione ed età, tipo di progetto da finanziare, regione di appartenenza.

Alcuni numeri sul programma

Dal suddetto database emergono, in breve, i seguenti dati:

(a La metodologia dell’avallo solidario costituisce l’80% del portafoglio prestiti.

(b Il programma si è rivolto principalmente a clienti con un basso livello di scolarizzazione.

(c Il 68% ha meno di 8 anni d’istruzione) e un basso livello di reddito familiare (60% dei clienti percepisce meno di R$ 1.000 (ovvero 416,6 €) (c i crediti sono destinati ai piccoli imprenditori con basso reddito per il consumo, l’acquisto di materie prime e per piccoli investimenti.

La letteratura del microcredito attribuisce particolare attenzione all'empowerment delle donne, che costituiscono il 62% dei clienti di CrediaAmigo, nonostante rappresentino solo il 35,1% dei micro-imprenditori. Alla base di quest’idea c’è la constatazione che le donne siano più determinate e responsabili: da vere protagoniste delle attività della famiglia, tendono ad esercitare attività meno favorite dagli uomini, e possono così contribuire in forma più decisiva alla generazione del reddito familiare, potenziando i risultati sociali. Anche in Brasile, insomma, il microcredito funziona come fonte di finanziamento della così detta rivoluzione femminile.

I dati sulla performance dei clienti parlano di un aumento della dimensione media dell’attività, e del 30,7% dei profitti - in particolare, il profitto delle donne è risultato essere inferiore del 21,17% rispetto agli uomini, ma con un aumento relativo del 4,1% superiore a quello di quest’ultimi.

L’uscita dalla povertà

Soarez R., Barreto F. D., Teixeira M. (2008) hanno analizzato i dati di 170.495 clienti di CrediAmigo, concentrandosi su clienti che avessere un reddito entro una determinata soglia, data da tre linee di povertà arbitrariamente selezionate:

(a LP1/2 SM (metà del salario minimo): utile perché è di riferimento internazionale, nonché di alcuni programmi governativi.

(b LP IPEA: oltre alla metà del salario minimo, si considerano anche differenziazioni nei livelli di vita tra le diverse regioni (elaborato da IELTS/IPEA (Instituto de Pesquisa Econômica Aplicada).

(c LP FGV: differenziazione anche in questo caso tra regioni, ma sulla base delle necessità nutrizionali (elaborato da FGV, Fundação Getulio Vargas).  

Attraverso l’identificazione del numero di individui che hanno superato la linea di povertà dopo essere entrati nel programma CrediAmigo, si è potuto studiare sia il suo impatto sulla probabilità di uscire dalla povertà, sia quello delle variabili esplicative utilizzate nel modello. 

La tabella mostra la matrice di transizione dei clienti dall’entrata nel programma al 31/12/2006, dalla quale si può constatare un vivace indice di successo in termini di uscita dalla condizione di povertà: 60.8% per LP_FGV, 50% per LP_IPEA e 48,1% per LP_SM.

Considerando ad esempio la linea LP_FGV, emerge anche un 1.7% di clienti - una proporzione quindi molto piccola - che ha subito una riduzione del reddito tale da passare dalla condizione di “non povero” a quella di “povero”. 

 

 

 

 

Condizioni attuali

 

 

LP_FGV

LP_IPEA

LP_SM

 

 

Non poveri

Poveri

Non poveri

Poveri

Non poveri

Poveri

Condizioni di entrata   

Non poveri

143,46 9

2,520

115,816

4,726

110,082

5,082

98.30%

1.70%

96.10%

3.90%

95.60%

4.40%

Poveri

14,905

9,691

24,983

24,970

26,610

28,721

60.80%

39.20%

50.00%

50.00%

48.10%

51.90%

 

L’impatto di CrediAmigo sulla popolazione brasiliana

I lavori svolti hanno investigato sui fattori che hanno contribuito a questa probabilità di riuscita attraverso la stima di un modello multivariato di probabilità lineare di successo per un insieme di variabili che includono tempo del programma, caratteristiche individuali e familiari, caratteristiche dell’attività, caratteristiche del prestito e aspetti regionali.

In primo luogo, CrediAmigo è stato confermato un programma altamente efficace per alleviare la povertà dei micro-imprenditori: tra il 7 e l’8% all’anno escono dalla condizione di povertà, probabilità che aumenta notevolmente ogni 6 mesi (finchè, ovviamente, si è un cliente attivo). Chi è nel programma da più di 5 anni ha una probabilità di uscita del 35,72 – 40,69% (a seconda della LP utilizzata) maggiore rispetto ai nuovi.

Circa la metà dei clienti con reddito familiare definito dal pattern di povertà lascia questa situazione al massimo in cinque anni. E’ importante sottolineare inoltre che l’efficacia del programma è doppia, in quanto questo si rivela un importante strumento non solo nel fornire capitale finanziario all’individuo povero, ma anche creando allo stesso tempo condizioni per l’ampliamento del capitale sociale. 

In relazione alle caratteristiche individuali dei clienti, in secondo luogo, si è individuata un’influenza positiva dell’educazione, a conferma del fatto che, anche tra i più poveri, il capitale umano è remunerato come nei settori formali più capitalizzati. È stata dimostrata inoltre una maggiore probabilità di uscita dalla condizione di povertà per quegli individui che all’entrare nel programma possedevano un domicilio proprio o una struttura fissa dove svolgevano l’attività, e anche per chi possiede un adeguato controllo amministrativo della stessa. La relazione diretta tra perfomance e capitale umano, collaterali e migliore struttura organizzativa confermano insomma, anche per i poveri, un potenziale di business. 

Terzo punto, per quanto riguarda le condizioni dei prestiti, è emerso che il 98,8% dei clienti ripaga il prestito mensilmente, e il restante 1,2% ogni 15 giorni - considerato che circa l’80% delle operazioni hanno una scadenza di 4-5 mesi; i pagamenti in ritardo avvengono nello 0,04% dei casi. Gli studi elaborati confermano che termini più brevi e incentivi di rinnovi continui e leggermente crescenti producono un effetto leva sul reddito, più efficace per i clienti più poveri: crediti con brevi scadenze e con valori compresi tra R$ 700 e R$ 800 (290 - 330€ ) determinano cioè ritorni relativamente maggiori rispetto ai prestiti con scadenze più lunghe e valori molto più bassi (o molto più grandi). 

Il povero, potenziale capitalista

De Soto (2000) suggeriva l’idea di vedere i poveri come potenziali capitalisti e non come persone segmentate nella società: l’efficacia del microcredito come politica di lotta alla povertà dipende, infatti, soprattutto dalla sua capacità di tirar fuori lo spirito imprenditoriale dei più poveri, e sicuramente CrediAmigo, in questo, si conferma efficace. I dati analizzati fanno trasparire un framework in cui il povero è visto come un potenziale capitalista, mostrando livelli di remunerazione degli attivi simili a quelli ottenuti dagli imprenditori localizzati in cima alla piramide della ricchezza. I risultati di CrediAmigo sono sicuramente soddisfacenti su questo piano, e sarebbero ancora migliori se venisse adottata una strategia multipla capace di tener conto della differenziazione tra i poveri, con politiche che guardino ai diversi gruppi di clienti.

Per saperne di più: CrediAmigo: un esempio di best practice per il microcredito in Brasile

Si ringrazia il Centro di Ricerche Economico-Giuridiche (CREG) dell’Università di Roma “Tor Vergata” e il Prof. Enzo Rossi (Presidente CREG, Professore Ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Giurisprudenza di Tor Vergata) per il Programma di volontariato in Brasile (“Studenti per la cooperazione - Brasile”), 29 novembre - 17 dicembre 2009, Rio de Janeiro.

-- Bibliografia

De Soto (2000) – O mistério do Capital. Rio de Janeiro.

Goldberg N. (2005) – Measuring the Impact of Microfinance: Taking Stock of What we Know. Grameen Foundation USA.

Soarez R. Barreto F. D. Teixeira M. (2008) - Saindo da Pobreza com Microcrédito. Condicionantes e Tempo de Ascensão: O caso dos Clientes do CREDIAMIGO. Fortaleza.

World Bank (2007) – Brazil Measuring Poverty Using Household Consumption – Report No. 36358-BR.

 



Attualità

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22.03.2010 / Armonia Pierantozzi
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