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giovedì 01 ottobre 2020

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Voli aerei, si torna (quasi) alla normalità

Dopo il blocco per la “nube islandese” sta lentamente tornado il sereno sui cieli italiani. La situazione rimane però critica nel Nord Europa e in particolare in Gran Bretagna

20.04.2010 - Pietro Marsicola



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A volte la natura sorprende, riuscendo a creare delle circostanze imprevedibili fino ad un momento prima. Questo è infatti quanto successo nei giorni scorsi: aeroporti chiusi, voli cancellati e gravi disagi in conseguenza dell'eruzione del vulcano Fimmvorduhals, situato sul ghiacciaio Eyjafjallajokul in Islanda. Infatti, chi avrebbe potuto prevedere che un'eruzione esplosa nel Paese più a nord d'Europa potesse letteralmente bloccare il mondo intero? Eppure così è stato.

Le critiche e gli scontri sono stati, come prevedibile, accesissimi. Da una parte vi erano le compagnie aeree che si sono viste, nel vero senso della parola, bruciare in fumo migliaia di voli e quindi milioni di euro tra voli cancellati, alberghi da pagare per i viaggiatori rimasti a terra e presumibile futuro scontro con i consumatori, i quali, oltre al danno dei ritardi e dei disaggi, sono stati informati della probabilità del non rimborso per cause naturali, come quelle del caso in questione. Dall' altra parte vi erano i Governi e l'Unione Europea che forse in maniera troppo catastrofica (ma del resto si puntava alla massima sicurezza generale) hanno bloccato probabilmente più voli del previsto, rifacendosi ad un eventuale e probabile blocco dei motori dovuto alla densità delle nubi. Eventualità che, seppur più che remota, era comunque possibile.

Venendo un po' ai numeri, si parla di circa 6,8 milioni di passeggeri vittime dello stop dei voli, di circa 313 scali bloccati nella sola Unione Europea, e per dare un'idea di cosa significhino tali dati, si riportano qui solo quelli della giornata di domenica dei 2 scali italiani più importanti, Milano-Malpensa e Roma-Fiumicino. Le cifre ammontano a circa 1000 voli cancellati in questi due soli scali e se si allarga a tutta Italia e poi a tutta Europa, si potrà provare ad avere la percezione di quanto accaduto in questi giorni.

Fortunatamente però la situazione sta arrivando alla sua conclusione. Da una parte, fonti ben informate parlano della forza del vulcano Eyjafjallajokul, come di una forza in esaurimento e dall'altra, si sta tornando alla quasi normalità dei voli in tutta Europa. Infatti, dopo molti voli test, la maggior parte degli scali aeroportuali sta tornando ad operare regolarmente, anche se solo per giovedì si prevede l'efficienza totale.

Per quanto riguarda l'Italia, l'Enac ha annunciato la riapertura dello spazio aereo su tutta la penisola italiana dalle 8 di questa mattina, dopo che ieri era stata aperta una finestra di sole due ore di attività. Mentre la situazione nel resto d'Europa è più variegata: in Spagna e Portogallo si vola tranquillamente, i problemi riguardano invece il nord Europa e la Gran Bretagna in particolare, dove la situazione rimane piuttosto critica a causa della vicinanza con l'Islanda, soprattutto in considerazione del fatto che l'aeroporto di Heatrow a Londra è il più grande scalo mondiale, snodo della maggior parte dei voli intercontinentali.

 

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