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Intervista all'ufficio stampa

23.05.2010 - Vittoria Dolci



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foto di Emanuele Cedrone

Oggi Mpnews ha incontrato lo staff dell’ufficio stampa presente allo Swatch FIVB World Tour 2010 del Foro Italico. La press room è situata all’interno del Villaggio Ospitalità. L’entrata dell’ufficio è controllata assiduamente da due ragazzi del Servizio d’Ordine e guardando attraverso i vetri si può notare un brulicare di persone. Sono giornalisti, fotografi e cameraman che montano i vari pezzi che poi usciranno sulla home page del sito. Tutti sono accompagnati dai loro computer, le agende e le immancabili penne.

Chiacchieriamo con il responsabile dell’ufficio stampa Marco Trozzi, cortese e disponibile e soprattutto soddisfatto della buona riuscita del lavoro svolto.

Ormai è il caso di dirlo. Siamo giunti al termine di questa incredibile settimana di mach. Quale il giudizio e le impressioni?

Sono stati sette giorni straordinari. Meglio dello scorso anno. Infatti il 2010 vanta degli atleti più competitivi e soprattutto disponibili. Il nostro lavoro è stato frenetico ma soddisfacente. Tutte le varie testate sono state accontentate e questo era il nostro obiettivo primario. Inoltre hanno partecipato a questo Swatch romano giornalisti e media di un certo spessore e livello specifico. Si sono coordinati in maniera perfetta e hanno saputo far fronte a tutte le nostre esigenze e anche a quelle dei campioni in gara.

Da quello che dici è facile intuire che la collaborazione tra atleti e ufficio stampa è andata molto bene, giusto?

Si, infatti gli atleti si sono lasciati intervistare sempre dopo ogni match giocato. Infatti avevamo preparato un gruppo di giornalisti con domande pronte che doveva intervistarli all’uscita del campo dopo la partita disputata, naturalmente in un luogo appartato dove soltanto coloro che aveva il pass potevano entrare e per fare in modo di lasciare i giocatori più liberi e lontani dal pubblico. Quindi nonostante la stanchezza e in alcuni casi la delusione per un mach perdente, i beacher sia femminili che maschili si sono aperti a noi.

Il servizio che offrite per la manifestazione deve essere molto duro, perché dovete pubblicare le news in tempo reale sulla home page del sito del beach volley di Roma.

Certo è un servizio che siamo stati incaricati di offrire al pubblico romano e non solo, ma come ho già detto è stato svolto con successo, i giornalisti service sono sempre dietro ai giocatori con il team di fotografi e cameraman, mentre il Corriere dello Sport svolge anch’esso un compito fondamentale, scrivendo e pubblicando articoli con il risultato delle partite naturalmente sempre in tempo reale. Il nostro staff ha ricevuto i complimenti dal delegato della federazione Internazionale.

Una giornalista insieme al suo seguito, composto da due fotografi e da un cameraman, si lascia intervistare, per una volta è lei a trovarsi dall’altra parte. Ha molto da fare quindi ci rilascia poche parole, ma dalle quali si comprende che l’esperienza vissuta è stata bella ed interessante.

Di cosa si occupa? Quali le impressioni e i momenti più divertenti?

Faccio parte del service dell’ufficio stampa, seguo tutte le partite e intervisto gli atleti. Mi sono divertita molto grazie anche alla totale disponibilità dei giocatori. Intervistiamo, scattiamo, riprendiamo e montiamo il tutto. La settimana è stata faticosa un continuo correre da un campo all’altro, match che si sovrapponevano, giocatori fuori dagli spogliatoi da aspettare e molte altre cose, ma il tutto è stato sempre accompagnato da un clima di euforia dato anche dai miei colleghi.

Il fotografo che l’accompagnava interrompe il dialogo e ci svela:

La cosa divertente è stato intervistare le atlete italiane che sono le più timide ma anche le più carine. Erano imbarazzatissime davanti alla camera e all’obiettivo. Comunque la cosa impressionante è la disponibilità e la cordialità che hanno, io dopo un match andato male non avrei voglia di dare le motivazioni e le cause, invece a loro accade l’inverso si aprono totalmente. Noi non avevamo mai preso parte a questa manifestazione prima di quest’anno, ma sarei felice di tornarci il prossimo se lo Swatch FIVB World Tour si tenesse a Roma.

 

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