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sabato 26 settembre 2020

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AMBIENTE - “Green Europe on the Ground”: un’ Europa più verde e consapevole

Il 26 febbraio Cafebabel Roma ha presentato “Green food” presso la Casetta Rossa di Garbatella. Un evento che ha saputo raccogliere testimonianze e iniziative per un’ Europa più ecologica e unita

27.02.2011 - Valerio Damiano



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Foto di Valerio Damiano

ROMA - Green food. Cibo verde, o per meglio dire biologico. E' questo il tema presentato da Cafebabel Roma lo scorso sabato 26 febbraio in collaborazione con il Circolo Legambiente Garbatella e Casetta Rossa nell'ambito del progetto internazionale "Green Europe on the Ground". Un'Europa ecologica quindi e sempre di più consapevole di quanto sia importante l'ambiente e il territorio. E' per questo motivo che cafebabel.com, la prima rivista europea di attualità in sei lingue, ha voluto organizzare un evento che fosse capace di parlare di fonti di energia rinnovabile, verde pubblico, orti urbani e molto di più. Il dibattito ha visto la giornalista Tiziana Sforza, responsabile di Cafebabel Roma, moderare un interessante dibattito tra vari ospiti legati a temi ecologici sul territorio italiano e non.

Dopo una breve introduzione sulla storia di Cafebabel e dei suoi quattro fondatori Erasmus, la moderatrice avvia subito il dibattito con l'idea alla base dell'evento: "mode e miti della rivoluzione sulla nostra tavola". E' qui che si capisce infatti l'importanza dell'evento; l'importanza di alcune persone che si sono unite per avere una nuova modalità di produzione e consumo del cibo. Cibo e socialità quindi, due temi nei quali gli italiani riescono più facilmente e identificarsi. Secondo un sondaggio della Coldiretti infatti, il 46% dei cittadini pensa che il cibo sia un tema molto più importante di cultura, del calcio e della moda. Non a caso lo scorso anno la dieta mediterranea è stata inserita nei beni immateriali dell'Unesco.

La parola passa subito alla responsabile del Circolo Legambiente Garbatella, Annamaria Baiocco che spiega senza mezzi termini come l'inquinamento, il traffico urbano e l'espansione edilizia del dopoguerra l'abbia spinta ad esigere un cibo più sano: "la crisi economica ha fatto sviluppare il dubbio se questo sistema industriale fosse giusto o meno". E' qui che si inserisce la questione degli orti urbani, divenuti famosi per la first lady americana Michelle Obama, ma già da tempo un'iniziativa verde contro le macchine e una risposta alla crisi economica abbastanza conosciuta.


Foto di Valerio Damiano

L'impegno sociale è invece la causa che spinge Luigi di Paola (Coordinamento degli Orti Urbani Garbatella) a intervenire affermando che "un miliardo di individui al mondo soffre di insicurezza alimentare pur essendo coloro che producono il cibo. L'altra metà è in sovrappeso per motivi diametralmente opposti". Viene descritta quindi una biodiversità uccisa dalla produzione di massa e dal capitalismo. "Siccome l'alimentazione è un business ineliminabile che anche in periodo di crisi non cesserà mai di esistere, si è formato un network relazionale con un comune denominatore per urlare i propri diritti" aggiunge poi.

Altra maniera di rispondere alla crisi è stata quella della Casetta Rossa e della sua responsabile Maya Vetri che è riuscita a creare dei GAS. Ma cos'è un GAS? In poche parole è un gruppo di persone che si uniscono per comprare a chilometro zero ed evitare quindi i costi e le problematiche di distribuzione dei prodotti. "Si voleva una consapevolezza alimentare (...) Alcuni produttori sono anche venuti a presentare i loro prodotti", e ancora "Non c'è chi pone un problema e chi lo risolve, ma si fa tutto in gruppo e l'esperienza va anche abbastanza bene".

E' il turno di Gloria Salvatori, una cassintegrata di un'azienda romana fallita che è riuscita a rifarsi una vita insieme ad altre persone decidendo di coltivare un orto urbano in città. Molto interessanti le sue parole: "C'era mancanza di ritmo nelle nostre vite e ripartire dalla terra era un buon modo per ricominciare. Con un finanziamento del comune di Roma ci è stato dato un pezzo di terreno. Non avevamo esperienza ma con l'Istituto Agrario abbiamo avuto il supporto necessario per coltivare la terra". E' quindi la socialità la cosa fondamentale da mantenere secondo la Salvatori.


Foto di Valerio Damiano

Franco Libero e Luciano Marino infine pensano che ci sia bisogno di un cambiamento; il primo sviluppa questa idea con la voglia di far capire quanto sia importante sapere quel che si mangia, andando anche oltre i cibi biologici. "Il cibo forma il nostro organismo e di conseguenza il nostro cervello, i nostri pensieri" afferma Libero. Luciano Marino è invece il direttore della rivista "Loop" e vede il ritorno alla terra come unico modo per evitare "questa rotta autodistruttiva in cui si è immesso il genere umano". Molto importanti sono gli orti urbani e i gruppi di acquisto: "nessuna di queste esperienze sposta il mondo ma pian piano si cerca di dare delle risposte dal basso che ormai i grandi poteri non riescono più a gestire".

Dopo la conclusione del dibattito e i ringraziamenti agli ospiti intervenuti da parte della moderatrice Tiziana Sforza, l'atmosfera "environment oriented" viene suggellata con un buffet a base di cibo biologico e da una forse nuova consapevolezza di ciò che ogni giorno abbiamo sulle nostre tavole. In fondo siamo pur sempre ciò che mangiamo...

 

 


Cafebabel Roma presenta “Green food”
Foto di VALERIO DAMIANO.


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