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venerdì 10 aprile 2020

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Gli Impressionisti a Milano

Lo Sterling & Francine Clark Art Institute porta in Italia la sua collezione di capolavori

13.03.2011 - Alessio De Laurentiis



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Torna a Milano il fascino dell'arte francese della Belle époque. E torna con una prima mondiale della collezione Sterling & Francine Clark Art Institute. Dal 2 marzo al 19 giugno, a Palazzo Reale la mostra "Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark" . E quella meneghina sarà la prima di una serie di mostre in un tour mondiale; successivamente infatti la collezione Clark sarà ospitata in Francia, al Musée des Impressionnismes di Giverny, dal 13 luglio al 31 ottobre 2011, per poi essere esposta in Spagna, alla CaixaForum di Barcelona, dal 18 novembre 2011 al 12 febbraio 2012. Istituzione unica al mondo,  lo Sterling and Francine Clark Art Institute nasce nel 1955 a Williamstown, New England, Massachusetts, grazie a Robert Sterling Clark, rampollo dell'impero Singer, nome famoso nel mondo per le sue macchine da cucire. Il fiore all'occhiello dell'istituzione è la sua collezione di dipinti francesi oltre a capolavori europei e americani che vanno dal Rinascimento alla fine dell'Ottocento, ma ad oggi la collezione Clark conta circa 8000 pezzi tra i quali 500 quadri e importanti collezioni di opere su carta e di arte decorativa.

L'istituto è anche un centro di ricerca e alto perfezionamento nel campo delle arti visive con programmi accademici proposti in sede, sono meta di visitatori, studenti e studiosi da ogni parte del mondo. Le opere esposte sono il vanto dell'istituzione, e sono stata acquistate dallo stesso Robert Sterling, nel suo periodo parigino, tra il 1910 ed il 1950. Lì conobbe la moglie, Francine Clary Clark, «grande intenditrice, spesso molto migliore di me», o ancora: «la mia «pietra di paragone nel valutare le opere» , nelle parole dello stesso marito. Ventisei autori sono rappresentati con degli autentici capolavori, frutto della ricerca paziente ed illuminata dei coniugi americani.

Una collezione nata dalla passione per "ogni tipo di arte, purchè valido nel suo genere", che ha trovato nella Parigi degli anni Venti il suo punto d'interesse estremo. Renoir su tutti gli impressionisti fu amato dai coniugi americani. Ma in questa mostra sono presenti tutti i grandi di quella corrente che finì sotto il nome di Impressionismo quasi per caso; fu Monet, quando gli chiesero che titolo dare ad un suo quadro che disse: "Chiamatelo Impressioni".  Parigi come centro nevralgico per tutte le avanguardie, suggestioni, incontri e dibattiti. Ma anche la Parigi accogliente per autori "fuori salone", artisti che si vedevano respingere le loro opere al di fuori dei circuiti dell'epoca, e che per protesta, si riunirono organizzando delle mostre indipendenti, dove la  forza espressiva e un approccio insolito, ritenuto "scandaloso" per l'epoca erano finalmente esposte, e non giudicate. Le pose, gli atteggiamenti dei soggetti ritratti, per esempio, sono indicativi di questa nuova linea interpretativa della realtà. Una ricerca che spesso era favorita ed alimentata dai Grand Tour, lunghi soggiorni all'estero, soprattutto in Italia ed Inghilterra, per studiare, apprendere, farsi contaminare dallo stile del luogo, e dei suoi abitanti, così da renderne fedelmente la carica emotiva nei propri quadri.

Dieci le sezioni nelle quali si articola la mostra, attraverso un percorso che tocca i temi più cari agli impressionisti, come la luce, il mare, la città e la campagna e la natura, passando dai quadri di Pierre-Auguste Renoir a Claude Monet, da Edgar Degas a Edouard Manet e poi ancora artisti come Berthe Morisot, Camille Pissarro, Jean-Baptiste-Camille Corot, Jean-François Millet, Alfred Sisley, William-Adolphe Bouguereau fino a post-impressionisti come Pierre Bonnard, Paul Gauguin e Henri de Toulouse-Lautrec. 

Opere assolute, dove lo studio della luce tralascia i canoni classici per farsi indagatore e portare al chiuso delle gallerie le impressioni della pittura en plen air, introducendo nella pittura quello che è stato definito l'effetto atmosferico".

Opere che hanno fatto la storia e cambiato la nostra percezione dell'arte, regalateci da un eccentrico americano a Parigi.  A Milano, Palazzo Reale. Una mostra da visitare.

 

 

 

 

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