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Mario Monti Premier?

Lunedì gli italiani si risveglieranno con un nuovo Presidente del Consiglio. Forse.

10.11.2011 - Gaetano Massimo Macrì



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flickr (cc) FriendsofEurope

L'Italia rischia di non avere più la fiducia dei mercati. Il pericolo c'è, è serio e tutto questo accade nel momento in cui il governo è all'apice della sua fragilità. Servirebbe un segnale forte, una scossa per ridare nuova linfa alle nostre risorse. Una serie di scelte che convincano gli investitori stranieri che qui facciamo sul serio. Il governo si è impantanato per buona parte della legislatura in una palude di scandali. Presunti o tali che siano, a questo punto della corsa non ha importanza. Sarebbe stato meglio intervenire e prendere delle decisioni. Lavorare per il Paese, insomma. Che poi è quello che si richiede a un governo: lavorare per il bene della comunità. Ma questa crisi si sta abbattendo, ahi noi, nel momento meno opportuno.

Prossimo a lasciare (probabilmente già all'inizio della prossima settimana) Berlusconi non ha più in mano la situazione. A parte l'approvazione necessaria del Rendiconto, la sua ultima azione politica sarà quella di recarsi da Napolitano per rimettere il mandato agli elettori.

A questo punto gli scenari sono due: elezioni subito o governo provvisorio che transiti l'Italia in un porto più sicuro, consentendole, a quel punto sì, l'avvio di una campagna elettorale più serena in vista delle elezioni.

Mandare il popolo a votare subito potrebbe essere rischioso, perché paralizzerebbe il sistema per un periodo durevole. Siamo un paese fragile, come si diceva, visto il momento. Meglio rassicurare tutti, Europa in primis, che qui, nonostante le sconcezze, le corruzioni (in cui, bisogna dirlo, buona parte delle opposizioni ha oziosamente sguazzato, non intuendo il maggior danno), nonostante la crisi della Borsa, nonostante lo Spread sia volato a 571 nei confronti con i titoli tedeschi, vogliamo e possiamo ancora rimboccarci le maniche. Dunque, se il Cavaliere dovesse abbandonare definitivamente la nave, quale ammiraglio ne potrebbe condurre la rotta?

Questo è uno scenario complesso, ancora tutto in divenire. Rimaniamo ai fatti. E un fatto importante è che Napolitano ha appena nominato Mario Monti senatore a vita. Proprio ora, in questa fase concitata della vita politica nazionale. Il segnale è evidente: rassicurare i mercati e indicare il possibile capo di un governo dalle larghe intese. Altro segnale importante: la nomina ha ricevuto la controfirma di Berlusconi, non dovuta per altro. In una lettera di auguri, dichiarava: "Formulo le congratulazioni mie e del governo italiano per la sua nomina da parte del Presidente della Repubblica a senatore a vita, a testimonianza degli altissimi meriti acquisiti nel campo scientifico e sociale ed auguro un proficuo lavoro nell'interesse del Paese".

Bisogna agire in fretta e Napolitano ha preso in mano le redini, dettando il ritmo della cavalcata, spiega che: "si svolgeranno immediatamente e con la massima rapidità le consultazioni". La legge di stabilità, a seguito di un accordo tra Camera e Senato, verrà licenziata entro sabato sera. Dunque, già domenica il Presidente potrebbe affidare il mandato esplorativo. Poi si vedrà, rassicura sempre Napolitano, se andare a elezioni o proseguire con un nuovo governo. La sua determinazione è di procedere comunque sia in tempi molto brevi.

Il fatto è che i pareri che circolano nel Palazzo sono discordanti. Maggioranza e opposizione, anche al loro interno, non dimostrano univoci intenti. Il Pdl sarebbe per il voto, ma rimette il tutto nelle mani del Colle, per "anteporre l'interesse del paese a quello di partito. È un momento difficile, ora bisogna essere uniti e garantire il bene dell'Italia, mettiamo da parte tutto il resto" avrebbe dichiarato così Berlusconi durante un vertice di partito. La Lega però non vuole Monti. Lo rende pubblico. Maroni conferma che andranno all'opposizione. Anche alcuni ex An e forzisti sarebbero contrari ad una soluzione di continuità, preferendo il voto.

Di Pietro annuncia che voterà singoli provvedimenti del governo Monti, ma che non accorderà mai la fiducia a chi è solo espressione delle banche. "Si paventa un governo che risponde al sistema bancario, al sistema finanziario e addirittura a quello della speculazione. Non è il sistema degli interessi dei cittadini italiani che non sono fatti dalle banche. Bisogna distinguere la realtà dalla disinformazione che è ormai in mano al sistema bancario e finanziario".

Secondo Fini il professore della Bocconi è la "personalità giusta". Per l'Italia c'è "bisogno di un governo diretto da una personalità credibile a livello internazionale e capace di prendere di peso i problemi dell'economia. Poi ha bisogno di una maggioranza che vada al di là di quella risicatissima che teneva in piedi il governo Berlusconi e un programma ben definito, non il libro dei sogni, ma idee molto chiare".

Intanto, mentre Mario Monti viene dato come nuovo imminente Presidente del Consiglio sui media italiani, il Financial Times lascia intendere che potrebbe diventare il ministro delle finanze di un governo Amato (di nuovo lui, il dottor Sottile).

Non ci sembra il momento di lanciare un toto premier. L'Italia ha urgenza di celerità. Ma forse anche all'estero, ormai, si sono abituati ai nostri costumi.

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