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martedì 22 settembre 2020

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SCIENZA&TECNOLOGIA - Phobos-Grunt: previsto impatto atmosferico

La sonda sovietica non è riuscita a raggiungere il “signore della porta accanto”.

14.01.2012 - Alessandra Lorenzo



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Reinterpretando il titolo di un famoso film francese degli anni '80, il pianeta Marte, grazie alla posizione che occupa rispetto alla Terra, all'interno del Sistema Solare, potrebbe essere battezzato come "Il signore della porta accanto". Tra vicini, si sa, spesso si incorre in ostilità ed avversioni e questo si direbbe che accade anche tra il Pianeta Blu e il Pianeta Rosso, che per quanto poco distanti, nonché simili per le caratteristiche fisiche, non riescono ad instaurare rapporti di cortesia. Marte, infatti, risulta essere non solo poco accogliente, ma addirittura difficile da visitare. Dal 2 dicembre 1971, giorno in cui il lander sovietico Mars 3 toccò per primo il suolo marziano riuscendo a funzionare per pochi secondi prima di essere distrutto (si è ipotizzata una tempesta di polvere), sono state tentate circa quaranta missioni i cui 2/3 hanno avuto esiti negativi, una quantità talmente considerevole che ha spinto gli studiosi ad immaginare, seppur in modo scherzoso, la presenza di un "demone marziano", il Grande Ghoul Galattico.

Ultima fra le esperienze sfortunate quella della sonda sovietica Phobos-Grunt (letteralmente "suolo di Phobos"), lanciata nel novembre 2011 con lo scopo di esplorare e raccogliere campioni di terreno della luna marziana Phobos, il maggiore dei due satelliti naturali del pianeta rosso. A causa di un errore nel lancio, probabilmente secondo Therry Legault, per via del cattivo orientamento assunto dalla sonda, posizione che non permetterebbe alla luce solare di raggiungere i pannelli collegati all'alimentazione dei sistemi elettronici posti a bordo, Phobos-Grunt è rimasta in orbita intorno alla Terra per circa due mesi. Visto però il suo recente e progressivo abbassarsi, si attende un ritorno nell'atmosfera previsto in una finestra temporale che va dal 10 al 21 gennaio, con picco di probabilità in data 15 gennaio. Al contrario del quando, molto più complesso è definire quale sarà il luogo di rientro della sonda, esso dipenderà infatti, in modo significativo, dalle condizioni atmosferiche, questione che ha spinto gli studiosi a dichiarare che una previsione più o meno esatta potrà dunque essere formulata soltanto a ridosso dell'impatto.

A differenza dei due satelliti tornati sulla Terra recentemente a causa della fine del loro ciclo di attività, UARS rincasato a settembre 2011 e ROSAT il mese successivo, il caso di Phobos-Grunt rappresenta un interrogativo per gli esperti perché la sonda, protagonista di una missione storica volta ad analizzare ambienti completamente inesplorati, è provvista di un serbatoio,  rimasto intatto, contenente combustibile a base di idrazina e tetraossido di azoto. Tuttavia le preoccupazioni sono attenuate dalla consapevolezza che il serbatoio  dovrebbe essere distrutto al momento dell'impatto, proprio grazie alla bassa temperatura di fusione dell'alluminio con cui è stato costruito, e di conseguenza il carburante non rappresenterebbe un pericolo. L'unico elemento che dovrebbe sopravvivere è la capsula progettata per rientrare con i campioni di Phobos e quindi pronta per resistere alle altissime temperature.

Visti gli esiti, in campo di esplorazioni marziane non resta che continuare a fare il tifo per la missione statunitense "Mars Science Laboratory" ed avere fiducia nel successo del "Programma Aurora" dell'Agenzia Spaziale Europa. I più fantasiosi, nel frattempo, potranno continuare a fantasticare sul fatto che "le cose della Terra sembrano acutamente e attentamente osservate da intelligenze superiori a quelli degli uomini".

 

Alessandra Lorenzo è curatrice del blog di astronomia e astrofisica "Due passi tra le stelle".

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