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mercoledì 27 maggio 2020

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AMBIENTE - World Water Day 2012

“Il mondo ha ANCORA sete”

22.03.2012 - Edoardo Maria Lofoco



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1993, le Nazioni Unite istituiscono la Giornata Mondiale dell'Acqua con l'unico scopo di salvaguardare l'ORO BLU. Dopo quasi 20 anni, in questo 22 marzo 2012, la Fao, Agenzia Onu dell'Alimentazione, durante il summit tenuto sulla Sicurezza Alimentare del Pianeta conferma: "il mondo ha sete". La causa è il fabbisogno attuale di cibo relativo ai 7 miliardi di persone da sfamare,quota destinata ad aumentare costantemente nei prossimi decenni. La soluzione: produrre cibo giornaliero per persona con meno acqua e ridurre gli sprechi adottando diete più sostenibili.

La scarsità d'acqua riguarda attualmente più del 40% della popolazione mondiale e quasi 2 miliardi di persone vivono in paesi soggetti a perenni carestie con assenza della risorsa idrica e i numeri lasciano attoniti quando si prevede che, entro il 2050, i 2/3 della popolazione mondiale potrebbero vivere in zone ad alto rischio di siccità. A livello politico la Commissione UE sta chiedendo al nostro paese di recepire entro due mesi la direttiva europea sull'acqua che prevede obiettivi ecologici e chimici per i bacini idrogeografici nazionali, mentre il Presidente Giorgio Napolitano si appella ad una gestione responsabile della risorsa portandola all'attenzione delle realtà produttive italiane nel rispetto della struttura idrica del nostro ecosistema.

Accompagna questa giornata l'azione dimostrativa di trenta attivisti che hanno occupato il Ministero dell'Ambiente a Roma con l'intento di chiedere il rispetto del voto referendario di giugno che non è stato ancora attivato nonostante vari solleciti. Mentre Greenpeace denuncia l'inquinamento chimico di fiumi e laghi in alcune località del mondo chiedendo ai governi di eliminare le sostanze tossiche, l'Ifad, Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, dichiara l'esistenza della scarsità d'acqua come nuova sfida da affrontare per ridurre il fenomeno della povertà rurale nei paesi in via di sviluppo. L'acqua è la principale fonte di questa attività e per uscire dalla povertà assoluta milioni di persone hanno bisogno di una disponibilità maggiore di acqua nella loro dieta quotidiana. Le popolazioni più povere sono tagliate fuori da servizi di acqua potabile e servizi sanitari di base e con ciò milioni di persone che vivono nelle aree rurali più povere del mondo non hanno diritto alla sopravvivenza, fatto paradossale e tragico nell'era degli sprechi, speculari e non, delle risorse.

Il Responsabile UNICEF dei programmi acqua e servizi igienici conferma che questo agghiacciante dato di fatto colpisce soprattutto i bambini, categoria di certo vulnerabile e maggiormente esposta a malattie mortali. In ultima analisi ancora evidente è il divario rurale-urbano per l'acqua potabile nei paesi in via di sviluppo che ammonta al 34% ed è meritevole di denuncia l'usanza di far trasportare litri di acqua alle donne con pesanti viaggi quotidiani e la possibilità di danni fisici. Nonostante 783 milioni di persone siano ancora privi di fonti di acqua potabile, il rapporto "Progress on Drinking Water and Sanitation 2012" ha dichiarato raggiunto l'obiettivo del millennio riguardante l'acqua potabile alla quale ha accesso attualmente l'89% della popolazione mondiale. L'acqua come cardine della sicurezza alimentare del mondo deve essere garantita e tutelata difendendo il diritto di accesso ad essa al fine di proteggere e sostenere l'uomo, che è il cardine del mondo.

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