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mercoledì 08 luglio 2020

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PRIMO PIANO - Monti-Bis? Una soluzione troppo debole

12.09.2012 - Enrico De Col



Mario Monti e l’Europa

“Non c'è un loro e un noi. L'Europa siamo noi” 
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Mario Monti Premier?

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In questi giorni si fa un gran parlare di un possibile ritorno di Mario Monti alla Presidenza del Consiglio anche dopo la naturale scadenza del suo mandato nel 2013.

Facciamo un piccolo passo indietro e ricordiamo le cause che portarono alla nascita del suo governo nello scorso novembre. All'epoca la credibilità internazionale (e quindi finanziaria) del governo Berlusconi era vicina allo zero, come hanno dimostrato i valori alle stelle dello spread, ancora oggi un ineguagliato record negativo. Inoltre quell'esecutivo aveva dimostrato di non avere una maggioranza numerica alla Camera, condizione questa in stretta correlazione con la precedente. Quindi i motivi della "caduta" non furono solo economici ma anche politici.

Si insedia dunque, caso unico nella storia repubblicana, l'esecutivo tecnico "per eccellenza" che tra speranze iniziali, scetticismi e poi dure critiche, ha governato fino ad ora e comunque realizzato alcune importanti riforme. Certo si poteva fare meglio e osare di più ma c'è di mezzo il Parlamento. Infatti il punto è che sia la forza che la debolezza di Monti sono stati e sono ancora i partiti. Forza perché il loro fallimento ha reso necessaria e quindi legittimato l'opzione Monti imponendo una sorta di "tregua", debolezza perché i loro consueti interessi di bottega hanno ostacolato e, in alcuni casi indebolito, l'agenda di governo.

Dunque la politica e i partiti, per scelta (unica via per la situazione di emergenza), mancanza di alternative (le elezioni anticipate erano realisticamente improponibili e comunque nessuno era preparato ad affrontarle) oppure opportunismo (mantenere gli scranni acquisiti), hanno delegato il loro ruolo ai tecnici, pur continuando ad esercitare una funzione importante, nonostante quello che si poteva pensare all'inizio. Ora, ponendo che nel 2013 si riproponga, magari con qualche piccolo aggiustamento, lo schema Monti, viene da chiedersi che senso avrebbe a questo punto la politica e i partiti. Sarebbe il certificato della loro inutilità.

E' meglio quindi chiudere questa fase di supplenza, che è per certi versi stata necessaria e ha anche prodotto qualcosa di buono (un'economia più stabile, una visione europea più ampia e credibile, uno stile più sobrio) e lasciare al cittadino la possibilità di scelta dei suoi rappresentanti. Ovviamente con una legge elettorale dignitosa. Starà poi ai partiti dimostrare se hanno la capacità di governo, perché sono loro che devono farlo, come in tutti i paesi democratici.

Un Monti-Bis dunque sarebbe una soluzione di comodo, di basso profilo, di chi "decide di non decidere" per un'Italia che, anche se la crisi è tutt'altro che finita, merita di meglio.

 

 

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