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venerdì 22 nov 2019

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MOSTRE - Luciano Ventrone: la perfezione della forma

Al Casino dei Principi di Villa Torlonia fino al 6 gennaio

24.12.2012 - Valeria Arnaldi



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Natura morta, figura, paesaggio. Sono gli schemi, forse bisognerebbe dire le gabbie, tradizionali della storia dell'arte a muovere la ricerca di Luciano Ventrone - con la personale "Sui Generi/s" a Roma al Casino dei Principi di Villa Torlonia fino al 6 gennaio - conducendolo a una rilettura e riscrittura dell'antico in chiave moderna alla ricerca del "senza tempo", come traguardo dell'espressione artistica.
La categoria dell'opera, infatti, perfettamente riconducibile a un dato percorso autoriale, tra epoche e firme, diventa per Ventrone il pretesto per superarne i confini nel tentativo di costruire una storia "altra" che non rinneghi il suo passato ma lo porti a comunicare in modo nuovo con l'osservatore, in un costante superamento di ambizioni e proiezioni.
L'aspirazione alla perfezione formale, raggiunta nell'esercizio della tecnica, si rivela così solo "gradino" di un approfondimento in realtà concettuale, che vuol essere esortazione allo sguardo distratto.
Ventrone fissa la forma nei suoi limiti proprio per superarli e raggiungere la profondità della materia, dove l'immagine si fa essenza e dunque simbolo.
La tradizionale cesta di frutta diventa il sintomo del tempo che corre, passando dalla rappresentazione pura della forma a quella più attenta, che nella puntualizzazione del dettaglio fa monumento alla trasformazione e, di conseguenza, alla consunzione.
Il nudo femminile, in contesto astratto e di fatto nullo, impone la riflessione ma anche l'invenzione di uno spazio che sia "vestito" alla forma e alla sua presa di coscienza.
Il paesaggio chiama all'immersione, facendosi nascondiglio per lo spirito.
È l'intensità dello sguardo, di artista e osservatore, a fare la differenza, trasformando la percezione in sentimento dell'osservato, la rappresentazione in vera e proprio "scena".

Fonte: Leggo, 4 dicembre 

 

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