Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


martedì 22 settembre 2020

  • MP News
  • Attualità

Il caso: la sentenza del Tar Lombardia (sez.III, sent. n.1428 dell'8 giugno 2011): il Giudice può condannare la Pubblica Amministrazione all'adozione del provvedimento

13.10.2012 - Claudia Fiorentini



INCONTRI METROPOLITANI #8

Storie, confidenze, personaggi in Città
Leggi l'articolo

VATICANO - Il Papa consegna la Bolla di indizione del Giubileo

La misericordia al centro dell'Anno Santo indetto da Papa Francesco
Leggi l'articolo

MODA - Speciale AltaRoma 2015

Dal 30 gennaio al 2 febbraio 2015 la nuova edizione di AltaRoma AltaModa
Leggi l'articolo

Il Codice superando l'assunto della tipicità delle azioni nel processo amministrativo (peraltro già messo in discussione dalla giurisprudenza), prefigura un sistema “aperto” di tutele, in cui sono ammesse pronunce dichiarative (art. 31), costitutive (art. 29), condannatorie (art. 30). Per tale via, finalmente anche per il processo amministrativo, si invera la garanzia costituzionale (art. 24 Cost.) che, riconoscendo la giuridicità del potere d'azione e la sua autonomia rispetto alla situazione giuridica sostanziale alla quale pure è correlata, preclude al legislatore di rendere impossibile o comunque difficoltosa la tutela delle posizioni soggettive manovrando la disciplina del processo. Garanzia sul cui fondamento la dottrina processualcivilistica ha da tempo tratto il corollario del superamento di un sistema rigido di rimedi tipici in favore di un principio di generale azionabilità degli interessi protetti, con tutti i mezzi dall'ordinamento consentiti. Il richiamo (contenuto nel Codice) all'esigenza di una tutela piena ed effettiva, in tal senso, conferma che anche il giudice amministrativo è dotato di tutti i poteri necessari alla soddisfazione dei bisogni differenziati. Se l'effettività della tutela giurisdizionale è la capacità del processo di far conseguire i medesimi risultati garantiti dalla sfera sostanziale, anche l'interesse legittimo abbisogna della predisposizione dei rimedi idonei a garantire il conseguimento dell'utilità “primaria” specificatamente oggetto dell'aspettativa riconosciuta dall'ordinamento.

Ampia ed esaustiva, di grande interesse e di non agevole lettura, la decisione in commento coglie l'occasione di un episodio apparentemente marginale (ma indice di un diffuso e non corretto modus operandi dell'amministrazione) per inserirsi in un dibattito acceso sul ruolo e sulla funzione del processo e affermare che, con il Codice, l'ordinamento è finalmente pervenuto a dare al giudice il mezzo per appagare, sul piano sostanziale e non solo formale, l'interesse azionato.anziale e non solo formale, l'interesse azionato. Il fatto, come detto, è sintomatico di un modus agendi di cui non s'è ancora perduta traccia e che non onora il principio di buona amministrazione: un agente di polizia domanda invano l'avvicinamento al nucleo familiare per gravi motivi personali (comprovata gravità dello stato di salute di un genitore e necessità di assistenza non sopperibile con le sole forze dell'altro).

È fattispecie positivamente disciplinata che, concorrendone il presupposto, consente l'accoglimento della richiesta anche in caso di sovrannumero dell'organico del luogo di trasferimento.

In un tale contesto, il rigetto della richiesta avrebbe correttamente potuto essere operato con una motivazione che negasse l'esistenza del presupposto o, eventualmente, opponesse contrapposte e prevalenti ragioni di organizzazione dell'ufficio. Nulla di ciò era invece posto a fondamento del diniego, motivato con generico rinvio ai provvedimenti di rigetto di due analoghe precedenti richieste, “nonostante l'istanza della ricorrente fosse corredata di nuovi elementi di documentazione”, per cui il Tar ha ritenuto di poter rilevare che “il comportamento dell'amministrazione appare irrimediabilmente affetto da insufficienza e irragionevolezza della motivazione”.

Per comprendere l'iter argomentativo del Tar e cogliere il senso preciso della sentenza è importante avere ben presenti alcuni elementi. In primo luogo è opportuno evidenziare l'immotivato rigetto di una domanda pur corredata degli elementi probatori della sussistenza del presupposto normativo per il suo potenziale accoglimento. In secondo luogo occorre sottolineare che il Tar ha accolto l'istanza cautelare avanzata dal ricorrente con una sospensiva dichiaratamente volta a imporre all'amministrazione l'immediato riesame della richiesta, alla quale, tuttavia, aveva fatto seguito l'ennesimo diniego. Quest'ultimo, a sua volta, è stato impugnato denunziando la reiterata non riconducibilità della motivazione negativa alla puntuale fattispecie normativa (dalla sentenza è attestato che l'amministrazione si è rifatta a una circolare Inps peraltro relativa alla applicazione di una regola giuridica diversa da quella invocata dall'interessato ai fini della richiesta di trasferimento).

Dunque, il presupposto fattuale dell'iter argomentativo, che ha condotto il Tar a condannare l'amministrazione a quel facere specifico che è il rilascio del provvedimento in accordo alle aspettative del ricorrente, è il seguente: certezza della esistenza della fattispecie individuata dalla norma di riferimento come necessaria ai fini dello (eventuale) accoglimento della domanda e comprovata incapacità dell'amministrazione di offrire una motivazione del diniego congruente con il limite esterno del proprio potere discrezionale (a sua volta rappresentato dalla norma invocata dal ricorrente). Per ben due volte, infatti, l'amministrazione non aveva negato l'esistenza del presupposto (e cioè le gravi ragioni di carattere familiare), né aveva potuto opporre un particolare bisogno di organizzazione degli uffici.

 

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.