Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 27 febbraio 2020

  • MP News
  • Attualità

CONTEST GIORNALISTICO - "Da rifugiati a cittadini"

Cronache di quotidiana convivenza

20.11.2014 - Elena Amadori



Testamento biologico, un diritto? Sì.

Mentre in Parlamento si discute sul disegno di legge relativo al Testamento Biologico, dalla Società Civile...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Rom, cittadini dell'Italia che verrà

L'Associazione "21 luglio" organizza un incontro a Roma, venerdì 21 dicembre alle 17,30 presso...
Leggi l'articolo

Abu, il rifugiato che sogna la carriera diplomatica

Per tre giorni alla settimana vive e lavora a Roma, gli altri quattro studia a Perugia, ma ovunque si trovi ha un pensiero per la sua Somalia. È Abu, rifugiato politico, mediatore culturale presso il Cara di Castelnuovo di Porto e studente di comunicazione internazionale all'Università per stranieri del capoluogo umbro. Sarebbe inutile inquadrare con un'unica definizione lo status di Abu, ora che la sua storia attraversa una fase di equilibrio, perché Abu è quello che è per il passato vissuto nel suo paese africano, per il presente in Italia e per il futuro che vuole realizzare in Europa.

Oggi Abu ha un ruolo professionale di responsabilità e grandi progetti di carriera, quando lavora al centro di accoglienza si occupa degli altri stranieri offrendo loro l'assistenza di cui necessitano - burocratica, sanitaria, logistica - ma soprattutto supporto umano e tanta solidarietà. «Io mi sono ritrovato a fare il mediatore senza pensarci troppo, è stato naturale - racconta con una parlata veloce e concitata, che darà il ritmo all'intera chiacchierata -  perché io ho avuto la fortuna aver studiato e quando sono arrivato in Italia ho capito subito che potevo dare il mio contributo». Presta servizio di traduttore durante le udienze della commissione per il riconoscimento della protezione, fa da accompagnatore alle questure e alle visite in ospedale, non si tira indietro quando c'è da svolgere i lavori di ordinaria gestione del Cara.

«Il centro di Castelnuovo di Porto è sovraccarico e c'è sempre qualcosa da fare, ma è meglio di altri centri che ho conosciuto». Abu si riferisce a quello di Lampedusa, il primo dove ha soggiornato appena sbarcato sulle nostre coste. «Io non parlavo ancora l'italiano. Ero terrorizzato perché pensavo che mi stessero rimandando indietro, ne ero convinto perché quando mi dicevano "ciao", - a questo punto un grande sorriso si stampa sulle labbra di Abu - io pensavo volesse dire solo "addio"!. A Lampedusa ho dormito su materassi ammassati a terra, uno vicino all'altro, ho perso la mia identità e sono stato trasformato in un numero, quello riportato sulla mia pratica e che usavano per chiamarmi, ho passato momenti di solitudine e preoccupazione, ho atteso lunghe ore in fila davanti a una cabina telefonica prima di poter fare la prima telefonata ai miei genitori, ma la felicità di essere scampato alla morte nel mar Mediterraneo ha vinto su ogni altra sensazione che ho provato».

Quando comincia a raccontare della sua migrazione, Abu si prende una lunga pausa e i suoi occhi si velano, poi riuscendo a dominare i dolorosi ricordi inizia a parlare: «È stato lungo e angoscioso, ho attraversato il deserto e poi sono arrivato in Sudan dove  ho dovuto pagare per il passaggio in barca». Sono stati i suoi genitori a pagare, vendendo dei terreni che possedevano, «Li ho messi di fronte al fatto compiuto - continua - quando ero già in viaggio e non potevo più tornare indietro. È stata una mia decisione e non volevo che nessun altro si prendesse la responsabilità di questa mia scelta».

Ora Abu non può vedere la sua famiglia in Somalia, può contattarla solo per telefono; lì ha lasciato i suoi fratelli che nel frattempo hanno avuto dei figli, i nipoti ai quali Abu non potrà mai fare visita. In Somalia c'è una sanguinosa guerra civile che va avanti da 20 anni, dopo la caduta del regime di Siad Barre, per il controllo del paese e che nel 2006 si è aggravata. «Io in Somalia sono considerato come un pericoloso attivista politico pro Occidente perché quando andavo all'università a Mogadiscio ho partecipato a tante manifestazioni contro la guerra e non volevo arruolarmi». Abu, ai quei tempi poco più che maggiorenne, capisce a sue spese che il suo Paese gli è diventato ostile, che non c'è posto per le sue opinioni e che anche la sua libertà è fortemente a rischio. Allora decide di partire, anche se non sa cosa lo attende, ma a sostenerlo c'è la speranza di potersi costruire un futuro da persona libera, in un paese libero dalla morte e dalla disperazione.

I primi anni in Italia Abu non li scorderà mai, sono stati gli anni in cui ha sognato di più, ha creduto che tutto fosse possibile e, allo stesso tempo, ha imparato a riconoscere le contraddizioni del nostro Paese. «Non mi capacitavo delle enormi difficoltà che incontravo per sopperire ai beni primari, mangiare e avere un tetto sulla testa, eppure ero volenteroso e mi offrivo per i più svariati lavori. Per un periodo ho fatto il lettore all'università, ma non ero in regola e non riuscivo a prendere una stanza in affitto; tante volte mi sono ritrovato a dormire per strada! Questi problemi hanno rallentato molto i miei progetti universitari e penso che se mi fossi rifugiato in un altro paese europeo avrei perso meno tempo».

Ma le difficoltà non lo hanno fermato: «Ho capito che l'Italia non è il paese dei diritti che fantasticavo, ma che può essere il paese delle opportunità». Così Abu ha cominciato a scrivere il suo futuro, studia per lavorare nel mondo diplomatico e collaborare un domani per riportare la pace nel suo stato.  A poco a poco si è reso conto di sentirsi sempre meno straniero e più cittadino d'Europa, anche qui a Roma dove la strada della convivenza fra ospiti e ospitati e ancora tutta in salita. E quando va a Perugia come si sente? «Bene! Pensa che mi dicono che ho l'accento romano, qui nessuno me lo aveva mai detto!».  

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.