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giovedì 06 agosto 2020

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Bamboccioni? No, grazie. I nuovi volti del cinema italiano si raccontano

Dieci lunedì alla Casa del Cinema di Roma per conoscere altrettanti giovani attori. M'P incontra Riccardo Scamarcio e Fausto Paravidino

27.01.2008 - Francesca Maria Calegari



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Foto di http://www.flickr.com/photos/stefano_colarieti/

Una bella iniziativa della Casa del Cinema di Roma: un ciclo di dieci incontri per conoscere e confrontarsi con gli attori italiani della nuova generazione. Dieci giovani attori, cinque uomini e cinque donne. Ognuno sceglie un film, inedito o meno, e al termine della proiezione si svolge un dibattito scandito dalle domande degli spettatori e dell’organizzatore: il giornalista Franco Montini.
Ad inaugurare la rassegna è Riccardo Scamarcio, accompagnato da Fausto Paravidino regista di Texas, che è infatti il film proiettato.
Due ragazzi, 28 anni Scamarcio e 31 Paravidino, che non potrebbero essere più diversi, ma che hanno una cosa in comune: entrambi hanno esordito con il teatro per poi passare al cinema e al piccolo schermo.

Fausto Paravidino: il maggiore degli ostacoli è “la paura degli ostacoli”
Attore (nelle sale con Signorinaeffe di Wilma Labate) autore e regista sia al teatro che al cinema, Paravidino spiega che con Texas ha cercato di fare un “intervento alla Hopper o alla Martin Parr”: rappresentare la provincia, da cui anch’egli proviene, senza “il rustico”, testimoniare che la caratteristica della provincia è “lo stupro estetico” che ha massacrato la sua natura per adeguarla alla bruttezza delle metropoli fotografate in tanti film. Per questo motivo è partito da I Vitelloni per analizzare in che modo sia cambiata la provincia italiana e come “annulli il suo senso di colpa per essere provinciale” in un vuoto assoluto. Sollecitato da M'P Paravidino, disponibilissimo, racconta infatti di non avere un modello di regista a cui ispirarsi, ma di fare riferimento “a tutti e a nessuno” allo stesso tempo. Per quanto riguarda invece le difficoltà che si trova ad affrontare oggi un giovane che voglia intraprendere la carriera di regista, Paravidino ritiene che il più grosso ostacolo sia “la paura degli ostacoli”, oggi infatti grazie alle nuove tecnologie realizzare un’idea in digitale ha un costo irrisorio.

Riccardo Scamarcio: non sono il belloccio del cinema italiano
Il beniamino del pubblico femminile è timido. O almeno così sostiene: “non ho voglia di rivelare chi sono altrimenti non avrei fatto l’attore. Non è importante sapere chi è Riccardo Scamarcio nella vita: se il pubblico sapesse chi sono non crederebbe ai personaggi che faccio”. Scamarcio si racconta e quello che viene fuori è il ritratto di un ragazzo serio, non il classico belloccio che ci si aspetterebbe vedendolo. Sostiene di non preoccuparsi della “scamarcite”: è un fenomeno in cui non sente di avere un ruolo e che finirà quando i teenagers lo vorranno, le sue scelte non sono dettate dai fans ma dalla volontà di fare cose che spera possano essere interessanti per il pubblico. Per Scamarcio “attori si diventa” e, parlando dei suoi esordi, dichiara di aver fatto questa scelta quando, dopo essersi ritirato dalla scuola per la seconda volta, sentì il bisogno di provare di non essere un perdente, trasferendosi a Roma e frequentando la scuola del Centro Sperimentale di Cinematografia. Oggi ha all’attivo 19 pellicole, ritiene però che non vi sia un personaggio più difficile degli altri: “ogni personaggio ha una sua difficoltà, anche perché non sei solo a crearlo ma lo fai con il regista” e proprio “se scatta la sintonia tra attore e regista è gratificante”. Esattamente quello che è successo con Paravidino. Un regista, secondo Scamarcio, che grazie ad una formazione teatrale aiuta i suoi attori a raggiungere il personaggio in tanti modi diversi. Paravidino ricorda invece che non voleva nemmeno provinare l’attore pugliese, ma poi è stato sorpreso da un attore “connesso con il suo corpo nella sua interezza”, il suo corpo non ha parti morte nella recitazione, una dote tipica di attori teatrali ma più rara nel cinema.
Per quanto riguarda il futuro il 21 marzo uscirà un film di Rubini, Colpo d’occhio, un giallo ambientato in un generico sud Italia. Il film racconta la storia di un giovane pittore che per affermarsi nel mondo dell’arte dovrà scendere a compromessi. Un personaggio ambiguo che per Scamarcio ben si inserisce in “un paese allo sbando, dove le persone ammazzerebbero la madre per due minuti di popolarità” e dove la stessa classe politica è preda della vanità. Poi il 31 marzo inizieranno le riprese di Eden is West, il viaggio della speranza di “un ipotetico emigrante”. Scamarcio, dopo Abel Ferrara, ancora una volta sarà diretto da un regista straniero: Costa-Gravas, fatto che lo colpisce così tanto da ritenerlo un puro colpo di fortuna.

Gli incontri proseguiranno ogni lunedì alle 16. La prossima attrice ad intervenire sarà Valeria Solarino, che presenterà Valzer, film inedito di Salvatore Maira. A seguire verranno: Elio Germano, Francesca Inaudi, Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Carolina Crescentini, Cristiana Capotondi, Nicolas Vaporidis e Barbara Bobulova.
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