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mercoledì 23 settembre 2020

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Approfondimento Cinema: Alberto Sordi

un fenomeno paranormale: Da tassinaro a marchese la grande epopea dell’attore romano.

26.02.2008 - Tariq Malik Bashir



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Il più grande attore italiano è nato a Roma nel giugno del 1920. Si è spento sempre nella capitale ha distanza di 83 anni e dopo una sfavillante carriera.
Qualcosa come 150 pellicole non sono esattamente una goccia nel mare, per l’attore romano che nei primordi della sua carriera si era distinto in coppia con Mauro Zambuto, nel doppiaggio dei mitici Stanlio e Ollio.
Gli inizi non furono esattamente rosa e fiori, perché al debutto al teatro Ambra Jovinelli, fu bollato dal capocomico come “negato per fare l’attore.” Inoltre fu espulso dall’Accademia dei Filodrammatici proprio a causa della sua dizione.

Nonostante questo l’Albertone nazionale a distanza di quindici anni dalla sua prima comparsa in Scipione l’Africano, incomincerà a farsi notare dal grande pubblico con performance magistrali in film come I Vitelloni e soprattutto con Lo sceicco Bianco. In cui recita la parte di Fernando Rivoli, un attore molto noto nell’ambiente dei fotoromanzi e delle giovani signorine.
Il successo con la s maiuscola appare all’orizzonte dopo la pellicola “Un giorno in Pretura.”
Questo film è diviso in episodi e Sordi nel suo impersonerà per la prima volta il personaggio di Nando Moriconi, ruolo che ripeterà nel medesimo anno nella pellicola Un americano a Roma. Nella seconda metà della carriera riprenderà questo personaggio per un episodio del film Di che segno sei.

Dalla metà degli anni cinquanta la sua carriera subirà una profonda accelerazione, che lo porterà ad interpretare fino a dieci pellicole in un anno e di questo periodo resteranno nell’immaginario collettivo, interpretazioni come l’autobiografico Lo Scapolo, Mio figlio Nerone, Il conte Max, Il vedovo, La Grande Guerra, Tutti a casa e Il Vigile.
In queste indimenticabili pellicole è accompagnato da attori di grosso calibro, fra cui Vittorio De Sica, Vittorio Gassman e Brigitte Bardot
Da un certo punto della sua carriera, oltre a recitare, curerà anche la sceneggiatura e successivamente la regia.
Nel 1966 firmerà la sua prima direzione col film Fumo di Londra ma saranno con pellicole come il Medico della mutua e il seguito Il professor dottor Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue, che faranno schizzare la popolarità dell’attore trasteverino a livelli inimmaginabili.
In questi due film Alberto Sordi recita la parte del medico condotto e successivamente col passare degli anni diventa un eminente professore e primario. Nonostante dovrebbe fornire cure per i malanni, il suo personaggio incarnerà, criticandola, tutti i mali della società italiana del tempo.
Nella prima pellicola sarà un giovane medico, che non si porrà mezze misure per sfondare nel suo ramo. Sarà cinico, arrivista, ambizioso e si approfitterà di tutto e tutti pur di fare carriera e raccogliere il maggior numero di mutuati. Effettivamente grazie a queste indubbie qualità, riuscirà a dare una svolta alla sua vita professionale.
Tanto che da medico della Mutua nella pellicola successiva diventerà primario della lussuosissima Villa Celeste. Anche in questo film si ride di cuore, ma si ride anche amaro, perché nella realtà medici cosi esistono e si dice dovrebbero essere una sparuta minoranza (speriamo…).

La carriera dell’Albertone a questo punto prende decisamente il largo, tanto che nel 1973 col film Lo scopone scientifico vinse il suo terzo David di Donatello.
Un’altra memorabile performance la riserva nel film Dove vai in Vacanza: al fianco di Anna Longhi recita il ruolo del fruttarolo che fa Vacanze Intelligenti.
Negli anni 80 alcune pellicole saranno veramente memorabili come Il Marchese del Grillo e Sono un Fenomeno Paranormale.
Ma i due colpi di genio li riserverà in film come Il tassinaro e In viaggio con Papà. In quest’ultimo recita al fianco del suo erede Carlo Verdone.
L’ultimo film degno di nota è il malinconico Nestore l’ultima corsa, che sarà il preferito di quelli diretti dal maestro.
Il sette dicembre 2003 la restaurata Galleria Colonna, diventerà Galleria Alberto Sordi, per celebrare con una galleria luminosa una carriera altrettanto splendida.

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