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A valle Giulia ancora… brilla la storia

Alla (ri) scoperta delle nostre radici

18.03.2008 - Chiara Comerci



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Nella splendida cornice di Valle Giulia, al quartiere Pinciano, si trova il Museo Nazionale Etrusco. Il palazzo, una villa suburbana voluta da Giulio III e realizzata a metà del XVI secolo da Giorgio Vasari, Bartolomeo Ammannati e Vignola, rappresenta la più importante raccolta di antichità del Centro Italia ( in particolare della regione tra il Tevere e la Toscana) tra l’età del Ferro e l’epoca romana. Il museo venne istituito nel 1889 per ospitare i reperti che venivano scoperti nel sito dell’antica Falerii (Civita Castellana). Con l’accrescimento delle collezioni (il repertorio si arricchiva sia a seguito degli scavi, che della donazione di altri musei) si rese necessario un ingrandimento del palazzo, con le due ali laterali, che diede origine anche ad un ripensamento generale dei criteri espositivi, ideato tra la fine del XX secolo e gli inizi del XXI e non ancora concluso.
Le sezioni sono dedicate alla relativa area archeologica di scavo, e riguardano tra gli altri i siti di Vulci, Bisenzio, Veio, Cerveteri, Pyrgi, Capena. Il quadro relativo all’arte etrusca si fa in questo museo meravigliosamente lucido, e annovera tra le sue file reperti di eccezionale valore tra i quali non si possono non citare il corredo della Tomba del Guerriero (Vulci II metà del VI sec. a.C.), armatura bronzea con scudo, schinieri, elmo, lance e spade, il sarcofago degli Sposi (Cerveteri, 530 a.C.), i numerosi vasi corinzi, greco orientali e attici a figure rosse (tra i quali anche opere di quello stesso Eufronio che fu autore del vaso tanto conteso tra Italia e Stati Uniti). E ancora utensili, antefisse e bassorilievi in terracotta provenienti dai templi etruschi, la ricostruzione in una sala appositamente dedicata della tomba Maroi di Cerveteri con relativo corredo e la collezione più completa di oreficeria (gli Ori Castellani) dal VIII secolo a.C. al XIX d.C. arricchita con le opere degli orafi della famiglia Castellani.
Parte dell’allestimento è dedicata, vista la sua lunga serie di vicissitudini, alla storia del museo e dell’edificio attraverso arredi d’epoca e documenti grafici, fotografici e multimediali.
Un luogo ricchissimo di storia, di quelli che richiedono più di una visita per non uscire storditi dall’abbondanza e dalla qualità di ciò che si vede.
Per tutti coloro che non conoscono l’esistenza del Museo di Villa Giulia un accorato invito a dedicare qualche ora (e qualche spicciolo, visto il costo irrisorio del biglietto) ad un tuffo nelle nostre radici più lontane.

http://www.archeologia.beniculturali.it/pages/atlante/S75.html

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